Marateale 2026, il Premio Champion of Sea and Earth a “Selva Maya en jaque”

Marateale 2026

La natura non ha bisogno di effetti speciali per raccontare la propria grandezza. È sufficiente uno sguardo capace di ascoltarla, di seguirne il respiro e di trasformare immagini, silenzi e paesaggi in una storia universale. È quello che accade in Selva Maya en jaque, il documentario del fotografo e regista guatemalteco Sergio Izquierdo, vincitore del Premio Champion of Sea and Earth alla XVIII edizione di Marateale (rappresentato dalla celebre manager Cristina Catullè di International Artist).

Girato tra Guatemala, Messico e Belize, il film accompagna lo spettatore nel cuore della Foresta Maya, uno degli ecosistemi più preziosi e fragili del pianeta, trasformando il racconto ambientale in una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Non è soltanto un documentario sulla biodiversità, ma una testimonianza di cura, responsabilità e rispetto verso un patrimonio naturale che oggi più che mai chiede di essere protetto.

Un viaggio dentro uno degli ultimi grandi polmoni verdi del pianeta

Con una fotografia di straordinaria intensità e una narrazione che evita ogni retorica, Sergio Izquierdo costruisce un racconto in cui la natura non fa da semplice sfondo, ma diventa protagonista.

La macchina da presa segue il ritmo della foresta, osserva gli animali nel loro habitat, documenta la vita che continua a pulsare nonostante le minacce della deforestazione, del bracconaggio e dello sfruttamento del territorio.

Ogni immagine restituisce il senso di un equilibrio tanto spettacolare quanto fragile, ricordando quanto il destino della Foresta Maya sia strettamente legato anche al nostro.

Il risultato è un’opera che unisce rigore documentaristico e sensibilità cinematografica, trasformando la bellezza in uno strumento di consapevolezza.

Un premio che guarda al futuro del pianeta

Il Premio Champion of Sea and Earth, assegnato nell’ambito di Marateale, nasce per valorizzare quelle produzioni che affrontano i temi della sostenibilità ambientale e della tutela degli ecosistemi attraverso il linguaggio del cinema.

Non si limita a premiare la qualità artistica di un’opera, ma riconosce il suo valore culturale e la capacità di sensibilizzare il pubblico su questioni che riguardano il futuro del pianeta.

In questo senso, Selva Maya en jaque rappresenta perfettamente lo spirito del riconoscimento: un film che emoziona senza rinunciare al rigore scientifico e che invita lo spettatore a guardare la natura con occhi nuovi.

Sergio Izquierdo, il fotografo che racconta la biodiversità

Prima ancora che regista, Sergio Izquierdo è uno dei più autorevoli fotografi naturalisti del Guatemala.

Da anni documenta la biodiversità dell’America Centrale collaborando con enti impegnati nella conservazione ambientale e raccontando, attraverso il proprio obiettivo, la straordinaria ricchezza della Foresta Maya.

Le sue immagini sono state pubblicate da numerose riviste internazionali dedicate alla fotografia e alla natura e il suo lavoro si distingue per la capacità di coniugare ricerca scientifica, sensibilità artistica e impegno civile.

Con Selva Maya en jaque compie un ulteriore passo avanti, trasformando la fotografia in cinema e il cinema in uno strumento di divulgazione e difesa dell’ambiente.

Dalla Foresta Maya ai Wildscreen Panda Awards

Il percorso internazionale del documentario conferma la forza del progetto.

L’opera è stata selezionata tra 624 produzioni provenienti da 46 Paesi ed è candidata ai prestigiosi Wildscreen Panda Awards 2026, considerati gli “Oscar del cinema naturalistico” e tra i più importanti riconoscimenti mondiali dedicati ai documentari sulla fauna e sull’ambiente.

Un risultato che testimonia la qualità di un lavoro capace di parlare un linguaggio universale, superando confini geografici e culturali.

Quando il cinema diventa memoria del pianeta

Nel tempo del cambiamento climatico e della crisi ambientale, il cinema continua a dimostrare di poter essere molto più di un mezzo di intrattenimento.

Può diventare testimonianza.

Trasformarsi in archivio della memoria naturale del mondo.

Può ricordarci ciò che rischiamo di perdere.

Con Selva Maya en jaque, Sergio Izquierdo non costruisce soltanto un documentario di grande impatto visivo. Firma un atto d’amore verso uno degli ecosistemi più straordinari della Terra e, allo stesso tempo, un invito a riconoscere che la tutela della natura non riguarda soltanto gli ambientalisti, ma ciascuno di noi.

È anche per questo che il Premio Champion of Sea and Earth assegnato da Marateale 2026 assume un significato che va oltre il riconoscimento cinematografico: celebra un’opera che utilizza il linguaggio delle immagini per ricordare che il futuro del pianeta passa dalla capacità di custodire la sua bellezza.


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