È prorogata fino al 3 maggio 2026 la mostra Manifesti d’Artista, allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana e realizzata dal Museo Nazionale del Cinema. Un’esposizione che celebra il connubio tra arte e cinema attraverso dieci straordinari manifesti di grande formato, dal periodo del muto fino all’epoca del sonoro.
Curata da Nicoletta Pacini e Tamara Sillo, la mostra propone un percorso affascinante tra grafica, pittura e promozione cinematografica, includendo anche la celebre brochure realizzata da Renato Guttuso per il lancio del film Riso Amaro di Giuseppe De Santis.
Manifesti cinematografici come opere d’arte autonome
Le opere provengono dalle preziose collezioni del museo, che custodisce quasi 540.000 manifesti, molti dei quali rari e mai esposti prima. In questa selezione, il manifesto cinematografico si emancipa dalla sua funzione pubblicitaria per diventare opera d’arte a sé stante.
Dietro ogni affisso si riconosce la mano di artisti eclettici che hanno trasformato la comunicazione visiva in sperimentazione creativa. Il risultato è una testimonianza viva del fermento culturale che ha attraversato il Novecento, tra avanguardie artistiche e rivoluzioni cinematografiche.
Come sottolinea il presidente del Museo, Enzo Ghigo, per decenni i manifesti sono stati il principale strumento per attrarre il pubblico in sala, in un’epoca in cui il cinema stava ridefinendo linguaggi e immaginari collettivi.

Da Rodčenko al Futurismo: le firme in mostra
Tra gli autori in esposizione figurano grandi protagonisti dell’arte del Novecento come:
- Aleksandr Rodčenko, autore del potente manifesto per La corazzata Potëmkin, icona della fusione tra cinema e Costruttivismo.
- Enrico Prampolini, interprete del Futurismo cinematografico con il manifesto di Thaïs.
- Filiberto Scarpelli, autore delle esplosive creazioni per Il sogno di Don Chisciotte.
- Enrico Baj, protagonista della stagione del cinema sonoro insieme a Guttuso.
Accanto a loro, personalità originali come Vera D’Angara e Toddi, figure poliedriche capaci di muoversi tra illustrazione, regia e produzione.
I registi Francesco Rosi e i Fratelli Taviani, insieme a De Santis, hanno scelto di affidare la promozione dei loro film a grandi pittori, trasformando il manifesto in un’interpretazione autoriale, libera dai canoni tradizionali della pubblicità.

Una mostra accessibile: Design for All
“Manifesti d’Artista” è allestita secondo i criteri del Design for All, per garantire un’esperienza inclusiva. Sono presenti tre pannelli multisensoriali con riproduzioni visivo-tattili delle opere di Prampolini, Scarpelli e Baj, accompagnate da guida audio in italiano e inglese. I pannelli includono traduzioni in LIS e letture audio fruibili tramite QR code e tecnologia NFC.
Biglietti e informazioni utili
La mostra è visitabile con un biglietto dedicato, oppure è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo Nazionale del Cinema.
Un’occasione unica per scoprire come arte e cinema abbiano camminato insieme, contaminandosi e dando vita a manifesti che oggi possiamo ammirare come autentici capolavori.