Il regista italiano riceverà il Cartier Glory to the Filmmaker alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. Un riconoscimento a un autore capace di trasformare curiosità e inquietudine in libertà creativa
Un cinema senza una sola definizione possibile. Un cinema che attraversa il desiderio, il corpo, la memoria, il tempo e l’identità senza mai scegliere una strada prevedibile.
È questa la cifra artistica di Luca Guadagnino, il regista italiano che sarà protagonista dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, dove riceverà il prestigioso Cartier Glory to the Filmmaker Award.
Il riconoscimento, dedicato alle personalità che hanno segnato in modo originale il cinema contemporaneo, celebra un autore capace di muoversi tra generi e linguaggi diversi: dal melodramma al thriller psicologico, dal coming of age all’horror, mantenendo sempre una firma riconoscibile.
La cerimonia si terrà l’8 settembre 2026 nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò, prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo documentario Joie de vivre.
Un ritorno al Lido di Venezia per un regista che proprio dalla Mostra ha visto passare alcuni dei capitoli più importanti della propria carriera.
Il premio a un autore impossibile da definire
Il Cartier Glory to the Filmmaker Award arriva come celebrazione di un percorso artistico che negli anni ha rifiutato ogni classificazione.
Come sottolineato dal direttore della Mostra Alberto Barbera, Guadagnino ha trasformato la propria curiosità in una forma di libertà creativa, diventando un regista capace di dialogare con il cinema internazionale senza perdere una matrice profondamente italiana.
La sua filmografia è un viaggio tra mondi apparentemente lontani.
Da Io sono l’amore a A Bigger Splash, da Chiamami col tuo nome a Suspiria, fino a Bones and All e Challengers, il regista ha costruito un universo in cui emozione e ricerca convivono.
Un cinema sensuale e intellettuale allo stesso tempo, capace di raccontare i corpi, gli spazi e le relazioni come elementi narrativi fondamentali.
Luca Guadagnino: “Un onore che non avrei mai immaginato“
Ricevendo la notizia del premio, Luca Guadagnino ha dichiarato:
«Potrebbe sembrare un gesto retorico dire che sono onorato di ricevere il premio Glory to the Filmmaker, ma è la pura verità per numerose ragioni».
Il regista ha sottolineato quanto sia significativo essere riconosciuto per il proprio percorso da filmmaker, entrando a far parte di una lista di grandi autori che lo hanno preceduto.
Un riconoscimento che arriva proprio dalla Biennale di Venezia, luogo profondamente legato alla sua storia cinematografica.
Nel corso degli anni, infatti, Guadagnino ha portato al Lido numerosi lavori, costruendo con la Mostra un rapporto artistico privilegiato.
Da Palermo a Hollywood: la carriera di un regista globale
Nato a Palermo nel 1971, Luca Guadagnino ha costruito una carriera internazionale mantenendo sempre uno sguardo personale.
Il suo cinema è riuscito a unire produzione d’autore e respiro globale, lavorando con grandi interpreti, scrittori e professionisti internazionali.
Con Chiamami col tuo nome ha ottenuto una candidatura agli Academy Awards per il miglior film, mentre con Bones and All ha conquistato il Leone d’argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia.
Negli anni ha attraversato generi diversi senza perdere identità.
L’horror di Suspiria, il racconto sentimentale di Chiamami col tuo nome, la tensione di A Bigger Splash, il mondo della moda e della creatività raccontato nei suoi documentari: ogni opera sembra nascere dalla stessa domanda, quella sulla possibilità di guardare il mondo da una prospettiva nuova.
Il ritorno al Lido con “Joie de vivre”
Il premio sarà consegnato prima della proiezione Fuori Concorso di Joie de vivre, il nuovo documentario diretto da Luca Guadagnino e prodotto da MeMo Films.
Il titolo stesso racchiude una delle caratteristiche più riconoscibili del suo cinema: la ricerca della vitalità nascosta nelle esperienze umane, nei luoghi e nelle persone.
Dopo aver presentato negli anni alla Mostra opere come The Protagonists, Io sono l’amore, A Bigger Splash, Suspiria, Salvatore: Shoemaker of Dreams, Queer, Bones and All e After the Hunt, Guadagnino torna ancora una volta al Lido con un nuovo capitolo della sua esplorazione artistica.
Il cinema come territorio senza frontiere
Il premio Cartier Glory to the Filmmaker racconta soprattutto questo: la capacità di un autore di reinventarsi senza perdere la propria voce.
Luca Guadagnino appartiene a quella generazione di registi italiani che hanno saputo portare il cinema d’autore oltre i confini nazionali, dialogando con il pubblico internazionale senza rinunciare alla complessità.
Il suo percorso dimostra che il cinema può essere contemporaneamente elegante e popolare, intimo e universale.
Un cinema in movimento, proprio come il suo autore.