Il 5 dicembre 2025, nella prestigiosa Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, si è svolto il convegno “Rapporti Stati–Confessioni Religiose. Questioni di libertà religiosa nell’attuale scenario internazionale”, promosso su iniziativa del Senatore Lucio Malan. Un appuntamento di grande rilevanza culturale e politica, dedicato all’analisi del rapporto tra istituzioni statali, fedi religiose e tutela dei diritti fondamentali.
Il cuore del Convegno: l’intervento di Raffaella Di Marzio
Tra i contributi più significativi della giornata spicca l’intervento della dott.ssa Raffaella Di Marzio, psicologa della religione, studiosa riconosciuta a livello internazionale e autrice di ricerche fondamentali sul rapporto tra spiritualità, benessere psicologico e dinamiche di affiliazione e disaffiliazione ai gruppi religiosi.
La sua relazione ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per comprendere come la psicologia contemporanea analizzi il fenomeno religioso, superando pregiudizi, stereotipi mediatici e approcci patologizzanti che per decenni hanno deformato la percezione pubblica delle comunità di fede.
La psicologia della religione oltre i pregiudizi
La dott.ssa Raffaella Di Marzio ha chiarito fin da subito un punto cruciale: esiste un filone della psicologia che non considera le religioni come “nevrosi collettive” o come minacce alla salute mentale.
Al contrario, la ricerca scientifica degli ultimi decenni – da Vergote a Milanesi, passando per Aletti – mostra che la spiritualità può essere una risorsa per l’individuo, non un rischio.
Spiritualità come risorsa psicologica
Di Marzio ha ricordato come la maggior parte degli studi internazionali dimostri che:
- vivere una religione aumenti la resilienza e la capacità di affrontare difficoltà e sofferenze;
- la comunità religiosa possa diventare una fonte di sostegno più forte di famiglia e terapia;
- valori condivisi, significato esistenziale e senso di appartenenza diano forma a percorsi di crescita psicologica.
Questo approccio scientifico evidenzia come la narrazione mediatica su “sette”, “condizionamento mentale” o “persone deboli che cadono nelle trappole” sia estremamente parziale.
Affiliazione e Disaffiliazione: cosa mostrano davvero le ricerche
La realtà dei percorsi di uscita
Un punto centrale dell’intervento è stato dedicato al tema della disaffiliazione religiosa, troppo spesso raccontato dai media solo in chiave drammatica.
Gli studi invece dimostrano che molte persone lasciano i gruppi religiosi in modo sereno, senza traumi, senza recriminazioni, per semplici motivi personali: cambi di vita, nuove priorità, desiderio di autonomia o contesti comunitari cambiati.
È questa la realtà più diffusa, ma anche la meno raccontata.
L’esempio concreto: il caso dell’ex Testimone di Geova
Una testimonianza equilibrata e non conflittuale
Per rendere chiaro questo punto, la dott.ssa Di Marzio ha portato un esempio particolarmente significativo tratto dalle sue ricerche: la testimonianza di un giovane ex Testimone di Geova, nato e cresciuto nella congregazione.
Il giovane ha raccontato:
- di aver ricevuto un’educazione completa alla fede e alle regole del gruppo;
- di essere sempre stato consapevole che, lasciando la congregazione, alcuni rapporti sarebbero cambiati;
- di aver maturato nel tempo la decisione di uscire per motivi personali e di coscienza;
- di non aver mai subito rotture familiari gravi: con i genitori i rapporti sono rimasti ottimi e sereni.
Ha spiegato anche che il fratello, anziano della congregazione, si limitava a mantenere un rapporto più formale, nel rispetto di disposizioni interne note e accettate.
Pur provando dispiacere per questo cambiamento, il giovane ha dichiarato con grande lucidità:
«Io lo sapevo, mi era stato spiegato tutto e l’ho accettato. Non posso pretendere che la congregazione cambi una regola per me.»
Ha aggiunto inoltre che:
«Non vado in televisione a dire che sono stato ostracizzato, perché sarebbe falso.»
Questa testimonianza – rara nei media ma tutt’altro che rara nella realtà – mostra in modo esemplare come la disaffiliazione possa avvenire con maturità, equilibrio e rispetto, senza conflitti né desiderio di “demonizzare” il gruppo di provenienza.
La selezione mediatica delle storie negative
Di Marzio ha sottolineato come i media preferiscano spesso storie drammatiche, ignorando completamente queste esperienze pacifiche.
La sua ricerca ha richiesto grande impegno proprio perché le persone che lasciano serenamente non hanno alcun interesse a farsi intervistare o a trasformare il loro percorso in una narrazione sensazionalistica.
Conclusioni del Convegno
Il convegno promosso dal Senatore Lucio Malan ha rappresentato un momento di confronto di altissimo livello sul tema della libertà religiosa, in un’epoca in cui le dinamiche spirituali e sociali stanno cambiando profondamente.
L’intervento di Raffaella Di Marzio ha offerto un contributo straordinario: scientifico, rigoroso e profondamente umano. La sua analisi ha riportato equilibrio nel dibattito, affermando che la libertà religiosa è una dimensione della persona che coinvolge identità, relazioni, benessere psicologico e dignità.
Grazie al suo lavoro, si apre la strada a una comprensione più matura e rispettosa dei percorsi religiosi, delle comunità di fede e dei processi di ingresso e uscita dalle stesse.