Domani sarà l’ultimo giorno prima della finale di Venezia 83 e la corsa al Leone d’Oro entra nel vivo. Dopo aver indicato nei nostri primi pronostici Wild Horse Nine e Possible Love tra i titoli da tenere d’occhio, il quadro della competizione si è fatto ancora più interessante.
A poche ore dalla conclusione della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sono almeno quattro i film che sembrano avere le carte in regola per puntare al massimo riconoscimento: Possible Love, Wild Horse Nine, Woman Unknown e Look Back di Hirokazu Kore-eda.
Un’edizione complessivamente di buona qualità, nella quale la scelta della giuria potrebbe essere tutt’altro che semplice. E in diversi casi sono proprio le interpretazioni degli attori a spostare gli equilibri.

Wild Horse Nine, McDonagh sfida Venezia con la Cia
Possible Love e Wild Horse Nine restano in pole
Tra i titoli che avevamo già inserito nei nostri pronostici, Possible Love continua a occupare una posizione privilegiata.
Il film di Lee Chang-dong, già vincitore del Leone d’Argento con Oasis, si muove tra dramma sentimentale, conflitto sociale e riflessione sulle disuguaglianze.
La storia mette a confronto due coppie sposate appartenenti a mondi completamente diversi: da una parte un operaio rimasto senza lavoro e sua moglie, dall’altra una documentarista affermata e il marito.
La documentarista, ricca, elegante e progressista, decide di avvicinarsi alla vita dell’operaio e di ospitare lui e la moglie. Un incontro che mette in contatto due realtà apparentemente inconciliabili e che finirà per avere conseguenze imprevedibili.
Tra i punti di forza del film spicca l’interpretazione di Cho Yeo-jeong, che potrebbe entrare seriamente nella partita dei premi individuali.
Resta fortissima anche la candidatura di Wild Horse Nine, il film di Martin McDonagh che ha conquistato consensi trasversali.
La storia mescola spy story, thriller e commedia nera e porta sullo schermo John Malkovich e Sam Rockwell nei panni di due improbabili agenti della CIA impegnati in una missione in Cile alla vigilia del golpe contro Augusto Pinochet.
Il registro grottesco si intreccia con una rappresentazione spregiudicata della politica estera americana, tra destabilizzazioni, colpi di Stato e omicidi mirati. Un equilibrio tra satira politica e cinema di genere che potrebbe risultare particolarmente efficace agli occhi della giuria.

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Woman Unknown e Look Back sorprendono Venezia
Tra i titoli che nelle ultime ore hanno rafforzato la propria candidatura c’è Woman Unknown di May El-Toukhy.
Il film racconta la storia di Marie, una giovane cameriera e governante che sta per sposare Christian, il ricco e anziano vedovo per cui lavora. Siamo nella Danimarca del dopoguerra e la donna custodisce un segreto legato agli anni della Seconda guerra mondiale: una relazione avuta con un soldato tedesco.
A convincere è soprattutto l’interpretazione di Mathilde Arcel, intensa e capace di sostenere il peso emotivo di una storia drammatica e complessa.
Woman Unknown ha inoltre un elemento che potrebbe pesare nella scelta della giuria: è l’unico film diretto da una regista donna tra quelli considerati in questa fase, fatta eccezione per la co-regia di Rachel Szor in NAZA.

E poi c’è Look Back di Hirokazu Kore-eda, adattamento del manga cult di Tatsuki Fujimoto.
Il film ha incantato per la capacità di raccontare la crescita di due adolescenti diversissime tra loro, unite inizialmente dalla passione per il disegno e dal giornalino scolastico. Il loro rapporto si trasforma progressivamente in un percorso professionale nel mondo dei manga.
Kore-eda costruisce un racconto capace di alternare bellezza e commozione, trasformando il coming of age in un’esperienza cinematografica delicata e profondamente emotiva.

Venezia 83, la corsa al Leone d’Oro entra nel vivo
NAZA, il documentario che può entrare nel palmarès
Nella corsa ai premi si inserisce anche NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor presentato nelle ultime ore alla Mostra.
Sul piano strettamente cinematografico non sembra avere la stessa forza dei principali candidati al Leone d’Oro, fatta eccezione per un finale particolarmente efficace. Il tema, però, è impossibile da ignorare.
Il documentario raccoglie le testimonianze di agenti israeliani e racconta il processo attraverso il quale, secondo la ricostruzione del film, sarebbe stata pianificata negli ultimi anni la distruzione di Gaza, con particolare attenzione al tema delle vittime civili.
È proprio la forza dell’argomento a rendere difficile immaginare che NAZA possa uscire dalla Mostra senza almeno un riconoscimento.
Resta da capire quale potrebbe essere la scelta della giuria. Il documentario potrebbe trovare spazio in uno dei premi collaterali o in un riconoscimento specifico, diventando uno dei titoli capaci di imprimere un segno politico al palmarès di Venezia 83.
L’Estranea guida la pattuglia italiana
Tra i film italiani, quello che sembra partire dalla posizione migliore è L’Estranea, thriller-horror diretto da Paolo Strippoli.
Il film è stato indicato come uno dei titoli più apprezzati dalla stampa internazionale e potrebbe rappresentare la principale carta italiana nella corsa al palmarès.
Alle sue spalle si muove Succederà questa notte di Nanni Moretti, progetto che mostra il regista in una veste sentimentale meno consueta.
La competizione italiana, però, non si esaurisce con questi due titoli. Attenzione anche a Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé, soprattutto per la prova di Alba Rohrwacher, che potrebbe entrare nella corsa alla Coppa Volpi.
L’attrice interpreta la responsabile delle risorse umane di una grande compagnia assicurativa diretta da Vincent Lindon. Un ruolo che permette a Rohrwacher di costruire una trasformazione progressiva del personaggio, mentre le dinamiche professionali e il rapporto con il potere diventano sempre più duri.
Bunker e gli ultimi film ancora da vedere
Tra gli outsider rimane Bunker di Florian Zeller, thriller psicologico con Javier Bardem e Penélope Cruz.
Al centro della storia c’è una coppia in crisi. Il marito, un architetto di successo, riceve da un potente magnate l’incarico di progettare un enorme bunker alle Hawaii. Una commissione apparentemente prestigiosa che diventa però il punto di partenza per una storia sempre più inquietante.
Anche in questo caso la componente attoriale potrebbe giocare un ruolo importante. L’edizione di Venezia 83 ha infatti mostrato una particolare attenzione alle performance, con diversi interpreti capaci di diventare veri candidati ai premi individuali.
Prima di chiudere definitivamente il nostro pronostico, però, restano ancora due titoli da vedere: A Bit of Light e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis.
Sono gli ultimi tasselli di una competizione che, proprio per la qualità complessiva, resta difficile da decifrare fino all’ultimo.
La nostra previsione alla vigilia della finale
A questo punto, il nostro ideale Totoleone parte dai due titoli che avevamo già indicato nei primi pronostici: Possible Love e Wild Horse Nine.
Entrambi hanno mantenuto una posizione molto solida durante il festival, anche se nelle ultime ore Woman Unknown e Look Back hanno guadagnato terreno.
Possible Love ha dalla sua il cinema d’autore, il conflitto sociale e una forte componente interpretativa. Wild Horse Nine punta invece sulla satira politica, sul tono grottesco e sulla coppia formata da John Malkovich e Sam Rockwell.
Woman Unknown potrebbe beneficiare della forza della sua protagonista e della regia di May El-Toukhy, mentre Look Back ha conquistato il pubblico grazie alla delicatezza e alla commozione del racconto di Hirokazu Kore-eda.
Sul fondo della corsa resta poi NAZA, un caso a parte: meno convincente sul piano puramente cinematografico, ma con un tema di enorme peso e un finale capace di lasciare il segno.
Leone d’Oro, la corsa è ancora apertissima
A poche ore dalla conclusione della Mostra, quindi, non esiste un favorito inattaccabile.
Il nostro pronostico continua a mettere Possible Love e Wild Horse Nine in prima fila, ma la sensazione è che Woman Unknown e Look Back possano ancora inserirsi nella volata decisiva.
E non bisogna dimenticare gli ultimi due film in programma, che potrebbero modificare ulteriormente gli equilibri.
La giuria avrà davanti una scelta complessa, in un’edizione nella quale generi, sensibilità e linguaggi cinematografici molto diversi si sono confrontati per il premio più ambito.
Il Leone d’Oro di Venezia 83, insomma, è ancora senza padrone. Ma se dovessimo scommettere alla vigilia della finale, Possible Love e Wild Horse Nine restano le nostre prime scelte, con Woman Unknown e Look Back immediatamente alle spalle.
Domani sarà il cinema a dare il verdetto.