Lea Seydoux regina di Cannes tra thriller e misteri

Lea Seydoux

Con due film in corsa per la Palma d’Oro, Lea Seydoux si conferma una delle grandi protagoniste del Festival di Cannes 2026.

Dopo Gentle Monster di Marie Kreutzer, l’attrice francese è tornata sulla Croisette con L’inconnue, il nuovo thriller psicologico diretto da Arthur Harari e liberamente ispirato alla graphic novel Le cas David Zimmerman.

Il body switch inquietante di “L’inconnue”

Al centro della storia c’è David, fotografo quarantenne e solitario interpretato da Niels Schneider, che durante una festa incontra una donna misteriosa interpretata da Lea Seydoux.

Dopo un fugace rapporto tra i due, accade qualcosa di inspiegabile: i protagonisti si ritrovano improvvisamente intrappolati ciascuno nel corpo dell’altro.

“Harari lavora molto sull’ambiguità: non sai mai se quello che vedi è reale, mentale o emotivo”, ha spiegato Seydoux durante il festival.

L’abbraccio con Adèle Exarchopoulos emoziona Cannes

Tra i momenti più intensi della giornata c’è stato anche l’incontro tra Lea Seydoux e Adèle Exarchopoulos, sua storica compagna di set ne La vita di Adele, Palma d’Oro nel 2013.

Le due attrici si sono abbracciate calorosamente al termine della proiezione di Garance di Jeanne Herry, riportando alla memoria uno dei film più iconici della storia recente del festival.

Da Cristian Mungiu a Nicolas Winding Refn

La giornata di Cannes ha visto anche la presentazione di Fjord del regista romeno Cristian Mungiu, già Palma d’Oro nel 2007, con protagonisti Renate Reinsve e Sebastian Stan.

Fuori concorso è invece arrivato Her Private Hell, il nuovo thriller horror di Nicolas Winding Refn, ambientato in una metropoli futuristica immersa nella nebbia.

Il regista di Drive ha definito il film “un mix tra horror, melodramma e thriller”, con una colonna sonora che include anche brani di Pino Donaggio.

Dario Argento riporta il cinema italiano sulla Croisette

Spazio anche al cinema italiano grazie alla proiezione restaurata di Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi nella sezione Cannes Classics.

A presentare il film c’era Dario Argento, che partecipò alla sceneggiatura dell’opera cult del 1968, ricordata ancora oggi per il ritratto provocatorio della borghesia italiana dell’epoca.

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