Ci sono pagine della storia che non gridano, ma sussurrano. Le foibe appartengono a questa categoria: una tragedia consumata nel silenzio, nelle profondità della terra carsica, e per decenni rimasta ai margini del racconto pubblico.

Tra il 1943 e il 1945, nelle regioni dell’Istria, della Venezia Giulia, di Fiume e della Dalmazia, migliaia di persone furono arrestate, uccise o gettate vive nelle cavità naturali chiamate foibe dai partigiani jugoslavi guidati da Tito, durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale.

Una storia simbolo: Norma Cossetto

Tra le tante vittime, una storia è diventata simbolo di tutte: quella di Norma Cossetto.

Norma aveva 23 anni, era una studentessa universitaria istriana. Nell’autunno del 1943 sequestrata dai partigiani jugoslavi. Imprigionata, torturata e violentata, poi legata con il filo di ferro e gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani.

Il suo corpo fu recuperato solo mesi dopo. Nel 2005 lo Stato italiano le ha conferito la Medaglia d’Oro al Merito Civile. La sua vicenda non rappresenta un’eccezione, ma il volto umano di una violenza collettiva che colpì civili innocenti, spesso colpevoli solo di essere italiani o di non aderire all’ideologia dominante.

Chi morì nelle foibe

Le vittime delle foibe furono in larga parte italiani, ma non solo. Tra loro vi erano:

  • civili, donne e anziani
  • funzionari statali, insegnanti, sacerdoti
  • carabinieri e militari
  • antifascisti non allineati al comunismo jugoslavo
  • sloveni e croati considerati oppositori politici

Non si trattò esclusivamente di una resa dei conti contro il fascismo, ma di una epurazione politica e nazionale, finalizzata al controllo dei territori destinati all’annessione alla Jugoslavia.

Le foibe più note

Alcune foibe sono diventate tristemente emblematiche:

  • Foiba di Basovizza (oggi Monumento Nazionale)
  • Foiba di Vines
  • Foiba di Monrupino
  • Foiba di Villa Surani
  • Foiba di Podubbo

Questi luoghi sono oggi simboli della memoria, visitati e commemorati ogni anno.

Le foibe meno conosciute

Accanto a quelle più note, esistono decine di foibe meno conosciute, spesso senza lapidi o segnalazioni:

  • Foiba di Cregli
  • Foiba di Terli
  • Foiba di Gallignana
  • Foiba di Obrovo
  • Foiba di Semič

Molte non sono mai state esplorate completamente. In alcuni casi non è stato possibile recuperare i corpi, rendendo il lutto ancora più difficile per le famiglie delle vittime.

Una memoria a lungo negata

Per decenni, le foibe furono un tema scomodo e taciuto, per ragioni geopolitiche e ideologiche. Solo nel 2004, con l’istituzione del Giorno del Ricordo (10 febbraio), l’Italia ha ufficialmente riconosciuto questa tragedia e l’esodo giuliano-dalmata, che costrinse circa 250.000 italiani ad abbandonare le proprie terre.

Ricordare le foibe oggi non significa riscrivere la storia né negare le colpe del fascismo, ma restituire dignità alle vittime, riconoscendo il dolore di chi è stato cancellato due volte: prima con la violenza, poi con il silenzio.

La memoria non è vendetta. È responsabilità.