La 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma si apre con un film che parla al cuore del Paese. “La vita va così”, nuovo lavoro di Riccardo Milani, inaugura il festival con una storia che esplora i conflitti tra tradizione e sviluppo, tra radici profonde e pressioni del mondo moderno.

“La vita va così”: dove è ambientato?

Ambientato sullo sfondo selvaggio e suggestivo del sud della Sardegna, il film racconta la resistenza di un uomo e della sua terra contro la speculazione edilizia. Protagonista è Efisio Mulas, un pastore solitario che vive ancora come un tempo, in armonia con la natura e lontano dai ritmi del progresso.

A voler trasformare quella costa incontaminata in un resort esclusivo è Giacomo, imprenditore ambizioso e simbolo di un’Italia che corre verso il futuro. In mezzo a loro, una rete di relazioni complesse: Francesca, la figlia di Efisio, divisa tra fedeltà alla sua terra e il desiderio di cambiamento, e Giovanna, una giudice con un legame profondo con quei luoghi, chiamata a risolvere lo scontro.

Con un cast d’eccezione — Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio, Giuseppe Ignazio Loi e la partecipazione di Geppi Cucciari — Milani torna a raccontare l’Italia attraverso le sue contraddizioni e la sua umanità. Il film uscirà nelle sale il 23 ottobre, distribuito da Medusa Film e PiperFilm.

Una produzione che parla al presente

Scritto dallo stesso Milani insieme a Michele Astori, il film si avvale di una squadra tecnica di altissimo livello: dalla fotografia firmata da Simone D’Onofrio e Saverio Guarna, al montaggio di Patrizia Ceresani e Francesco Renda, passando per le musiche evocative di Moses Concas.

Prodotto da OURFILMS e WILDSIDE (gruppi Mediawan e Fremantle), con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Sardegna, “La vita va così” è una co-produzione che coinvolge anche Netflix e Circle One, con vendite internazionali curate da PiperPlay.

Un film che pone domande scomode

Il valore del film sta nel suo tema universale: che prezzo siamo disposti a pagare per il progresso?
La vicenda di Efisio — che rifiuta offerte milionarie per restare fedele ai valori trasmessi da generazioni — diventa emblematica di tante realtà italiane, spesso sospese tra la tentazione dello sviluppo e la paura di perdere la propria identità culturale.

Con la sua narrazione intima ma profondamente politica, “La vita va così” non offre risposte facili, ma invita lo spettatore a riflettere. In un’Italia dove il paesaggio, la storia e le persone rischiano di diventare sacrificabili, la resistenza silenziosa di un pastore diventa un atto rivoluzionario. Guarda il trailer