Il cinema europeo trova una delle sue rivelazioni più sorprendenti del 2026 in “La Gradiva”, il film scritto e diretto da Marine Atlan, vincitore del Grand Prix Ami Paris, il premio più prestigioso della Semaine de la Critique al 79° Festival di Cannes.
Si tratta dell’esordio nel lungometraggio della regista francese, che firma un’opera intensa e visivamente magnetica, ambientata interamente in Italia tra Pompei e Napoli.
Prodotto da Films du Poisson e coprodotto da Arte France Cinema e Bibi Film TV di Angelo Barbagallo, il film arriverà nelle sale italiane distribuito da Fandango Distribuzione.
Pompei diventa il teatro sospeso dell’adolescenza
“La Gradiva” segue un gruppo di liceali in viaggio scolastico a Pompei, tra rovine archeologiche e corpi cristallizzati dall’eruzione del Vesuvio. Ma quello che inizialmente sembra un semplice percorso didattico si trasforma progressivamente in un’esperienza emotiva e sensoriale.
Marine Atlan utilizza il paesaggio archeologico come metafora potente dell’adolescenza: un’età fragile, sospesa, attraversata da desideri che emergono improvvisamente e cambiano tutto.
La macchina da presa osserva i giovani protagonisti con estrema delicatezza, lasciando spazio ai silenzi, agli sguardi e alle tensioni invisibili che attraversano il gruppo. Il risultato è un racconto che oscilla continuamente tra realismo e dimensione onirica.
Una regia poetica che conquista Cannes
La grande forza del film risiede nello stile visivo di Marine Atlan, già nota come direttrice della fotografia. Ogni immagine di “La Gradiva” appare costruita con precisione pittorica: la luce mediterranea, le pietre antiche di Pompei e i corpi adolescenti diventano parte dello stesso paesaggio emotivo.
Le interpretazioni di Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin e Mitia Capellier-Audat contribuiscono a rendere il film autentico e profondamente sensibile, senza mai cadere nella retorica generazionale.
La regista evita ogni costruzione artificiale e preferisce affidarsi a emozioni trattenute, creando un’atmosfera sospesa che ricorda certo cinema francese contemporaneo ma dialoga anche con la tradizione italiana più contemplativa.
A Gradiva è uno dei debutti europei più interessanti del 2026
Con il Grand Prix Ami Paris, “A Gradiva” si impone come una delle opere più significative viste alla Semaine de la Critique di Cannes 2026.
È un film che parla di giovinezza, desiderio e trasformazione utilizzando il passato come specchio del presente. Le rovine di Pompei non sono soltanto sfondo narrativo, ma diventano simbolo di ciò che resta impresso nel tempo: emozioni, paure, scoperte e ferite.
Elegante, delicato e visivamente straordinario, “A Gradiva” conferma il talento di Marine Atlan e si candida a diventare uno dei titoli europei più discussi della prossima stagione cinematografica.