Dopo l’anteprima mondiale alla Berlinale, L’Hangar Rosso si prepara a debuttare anche in Italia. Il film diretto dal regista cileno Juan Pablo Sallato sarà presentato in anteprima italiana al Biografilm l’11 giugno, prima dell’uscita nelle sale prevista per il 9 luglio con I Wonder Pictures.
Si tratta del sorprendente esordio nel cinema di finzione per Sallato, già noto come documentarista, che firma un’opera intensa e rigorosa capace di fondere thriller politico e dramma storico.
Un film ispirato a una storia vera
Tratto dal libro autobiografico Disparen a la Bandada di Fernando Villagrán, il film racconta una pagina poco conosciuta della storia del Cile: la resistenza interna al colpo di Stato militare dell’11 settembre 1973 da parte di alcuni ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica cilena.
Una vicenda rimasta a lungo rimossa, che il regista trasforma in un racconto teso e claustrofobico sul confine tra obbedienza e responsabilità morale.
Un thriller in bianco e nero tra tensione e coscienza
Girato in un rigoroso bianco e nero, L’Hangar Rosso costruisce la propria tensione attraverso atmosfere asciutte e oppressive. Al centro della storia c’è il capitano Jorge Silva, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica incaricato di trasformare un’accademia militare in un centro di detenzione e tortura dopo il golpe.
Con il passare dei giorni e l’intensificarsi della repressione, Silva dovrà decidere se restare fedele agli ordini oppure opporsi al nuovo regime militare.
“Volevo raccontare un uomo addestrato a obbedire, posto davanti al momento esatto in cui un ordine diventa un crimine”, ha spiegato il regista Juan Pablo Sallato.
Il cast e la coproduzione internazionale
Nel ruolo del protagonista troviamo Nicolás Zárate, affiancato da Marcial Tagle e Boris Quercia.
Il film è una coproduzione internazionale che coinvolge le società Villano Producciones, Brava Cine, HD Argentina, Rain Dogs, Caravan e Berta Film, consolidando il dialogo tra cinema sudamericano ed europeo.
Un racconto storico che parla al presente
Con il suo stile essenziale e la forte tensione morale che attraversa ogni scena, L’Hangar Rosso si inserisce nella tradizione del grande cinema politico latinoamericano, riportando al centro il tema della responsabilità individuale di fronte alla violenza del potere.
Dopo il passaggio alla Berlinale e l’arrivo al Biografilm, il film punta ora a conquistare anche il pubblico italiano come uno dei titoli d’autore più intensi della stagione cinematografica estiva.