Da venerdì 22 maggio è disponibile su tutte le piattaforme digitali Dies Irae, il primo EP di Jey pubblicato da Redgoldgreen Label. Un debutto fuori dagli schemi che unisce canto lirico, rap, rock, trap e sonorità reggaeton in un progetto intenso e profondamente personale.
Ad anticipare l’uscita era stato il singolo Echi d’ombra, brano che aveva già mostrato il dualismo artistico dell’artista: una fusione inedita tra vocalità operistica e produzioni drill contemporanee.
Un viaggio tra oscurità, rabbia e rinascita
Dies Irae nasce dall’esigenza di raccontare le contraddizioni dell’essere umano, sospeso tra luce e ombra, fragilità e forza. Il titolo richiama la celebre sequenza medievale sul Giorno del Giudizio, trasformata qui in metafora emotiva e spirituale.
L’EP attraversa dolore, senso di inadeguatezza, rabbia e desiderio di liberazione, senza rinunciare a momenti più sensuali e leggeri. La musica diventa così uno spazio di guarigione e rinascita, dove vulnerabilità e potenza convivono nella stessa narrazione.
Chi è Jey, il soprano che ama il rap
Dietro il nome Jey si nasconde Jennifer Turri, soprano faentino classe 1998 con una solida formazione accademica nel mondo della lirica. Dopo gli studi al Conservatorio Rossini di Pesaro e il perfezionamento all’Accademia Lirica di Osimo, l’artista ha collaborato con importanti realtà musicali italiane, tra cui il Rossini Opera Festival e il Coro Cherubini diretto da Riccardo Muti.
Nel 2021 ha ricevuto il Premio Maria Callas all’Arena di Verona, confermandosi tra le giovani voci più promettenti del panorama lirico italiano. Parallelamente, però, ha sempre coltivato la passione per il rap e la musica urban, dando vita oggi a un’identità sonora completamente nuova.
Tra rap, rock e reggaeton nasce il “lyrical rap”
Jey definisce il suo stile lyrical rap: una contaminazione che fonde lirica, hip hop, rock emotivo, pop urbano e influenze dancehall. Ogni traccia dell’EP rappresenta un capitolo emotivo differente.
Brani come Echi d’ombra e Fili di lacrime esaltano il crossover tra musica classica e rap, mentre Basta Amore si sposta verso sonorità pop rock più liberatorie. Metropoli unisce soul e lirica, Diavolo esplora il rapporto tra R&B e rap, mentre Kick ‘n’ Shine chiude il disco con un’energia reggaeton dal forte impatto pop.
Un EP cinematografico e viscerale
Le produzioni di Dies Irae portano la firma di Rick Freak, VirtuS, Dr. Testo, Ed Mars e Simon Bayle, che contribuiscono a creare un sound cinematografico, oscuro e moderno.
Ogni arrangiamento accompagna l’evoluzione emotiva del concept, trasformando l’EP in un vero viaggio sonoro e spirituale. La voce lirica di Jey diventa il filo conduttore di un racconto che parla di identità, trasformazione e rinascita personale.