Jacqueline Bisset, icona britannica del cinema dagli eleganti tratti anglosassoni e francesi, è stata la protagonista assoluta della mattinata al Torino Film Festival 2025, dove ha ricevuto la prestigiosa Stella della Mole e ha incontrato la stampa. A 81 anni, l’attrice continua a imporsi con una presenza magnetica, una lucidità tagliente e un’idea dell’arte – e della vita – profondamente personale.

Durante la conferenza stampa, Bisset ha ripercorso momenti chiave della sua carriera, affrontando temi come il fascino, il successo, le scelte difficili e il ruolo delle donne oggi, spesso con una franchezza che ha lasciato la sala senza fiato.

“Ho rifiutato 9 settimane e ½”: il no che fece storia

Tra le prime rivelazioni, il pubblico ha scoperto che l’attrice rifiutò il celebre ruolo poi interpretato da Kim Basinger in 9 settimane e ½.

“Ne ho parlato con la produzione per un anno e mezzo,” racconta, “ma quelle nudità non facevano per me. E non c’era un buon feeling con Mickey Rourke. A volte mi intimidiva, immaginavo problemi.”

La decisione definitiva arrivò dopo aver ascoltato la musica scelta da Adrian Lyne:

“In quel momento capii che non ci saremmo mai incontrati davvero.”

Foto: Agata Zito

La bellezza? “Indecente parlarne, è un dono di Dio”

Con la consueta eleganza, Bisset si sottrae a ogni celebrazione del suo fascino intramontabile:

“Non mi piace parlare del mio aspetto. È noioso. Trovo un’indecenza commentare un dono di Dio come la bellezza.”

Una posizione che contrasta con i tempi odierni, spesso dominati dall’ossessione per l’immagine.

Il ciclone Bisset sul tema della provocazione: “Le donne siano più discrete”

Il momento più discusso della conferenza arriva quando l’attrice tocca il tema del rapporto uomo–donna e dell’atteggiamento di alcune colleghe nell’era dei social e del #MeToo.

Bisset spiega:

“Ho sempre avuto un atteggiamento ambivalente verso il #MeToo. Credo che le donne abbiano la responsabilità di non essere provocanti a tutti i costi.”

Con la stessa fermezza aggiunge:

“Per un uomo l’erezione è un fatto naturale. Ma questo non significa che una donna debba provocarla di continuo.”

L’attrice usa una metafora che ha fatto discutere:

“Se un cane fa pipì sul tappeto, non lo si ammazza: gli si insegna dove farla. Non paragono gli uomini ai cani, ma certi istinti esistono. Le donne dovrebbero essere più tranquille e discrete.”

Pur criticando apertamente abusi e violenze (“Mi fanno orrore”), Bisset insiste su una responsabilità condivisa, puntando il dito contro l’esibizionismo amplificato dai social.

Foto: Agata Zito

“Narcisismo patologico sui social”: una critica al mondo femminile di oggi

Secondo l’attrice, molte giovani soffrono di una forma di narcisismo acuto legato alla cultura dell’immagine:

“Vedo ragazze disperate, senza talento, che vivono una fantasia domestica esibita a 360 gradi. Fa paura.”

Lei stessa confessa di essere stata narcisista da giovane, “ma non è un elemento fondamentale per un attore. Recitare significa studiare gli altri, non esibire il proprio ego.”

Ricordi di cinema: Polanski, Trintignant, Comencini, Mastroianni e Paul Newman

Roman Polanski e la risata impossibile

Rievocando i primi anni, Bisset ricorda l’esperienza con Roman Polanski in Cul-de-sac:

“Per fortuna non ottenni la parte di Françoise Dorléac. Polanski mi chiese una ‘risata stupida’. Ci misi una notte intera a prepararmi. La mattina dopo mi disse che la scena era stata cancellata.”

Paul Newman, tra timidezza e cuore

Su Paul Newman, con cui presentava al TFF il film restaurato L’uomo dei sette capestri, racconta:

“Gentile, dal cuore grande, ma timido e pessimo narratore di barzellette. Rideva prima della battuta.”

La donna della domenica: il rapporto con Comencini

Ricorda con affetto l’esperienza nel film di Luigi Comencini:

“Entrai nella sua dimensione dopo aver visto il suo Pinocchio. Ritrovai la gioia del bambino, il gioco.”

E su Mastroianni confessa:

“Mi intimidiva tantissimo.”

Tra Hollywood e l’Italia: una carriera lunga 80 film

Bisset, che vanta oltre 80 titoli, afferma di essere “sopravvissuta a Hollywood” e di non aver mai subito violenze dirette:

“Il comportamento di una donna detta l’andamento della sua esistenza.”

La sua vita privata?
Mai sposata, nessun figlio, molte storie importanti:

“Ma la chirurgia plastica? Una debolezza.”

Una diva controcorrente che non teme la verità

Jacqueline Bisset al Torino Film Festival 2025 non è stata solo una presenza glamour, ma una voce fuori dal coro. Elegante, diretta, critica verso il presente, affezionata alle radici del mestiere dell’attore, ha offerto una testimonianza rara nel panorama cinematografico contemporaneo.

Una diva che, ancora oggi, non ha paura di dire ciò che pensa.