Tre giorni di cinema, incontri e visioni fuori dagli schemi hanno animato la XXI edizione di Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women, ospitata al Cinema Nuovo Sacher di Roma.

Diretto artisticamente da Elena Rossi, il festival si conferma uno degli appuntamenti più importanti dedicati al cinema indipendente delle donne, con opere capaci di raccontare identità, corpi, desiderio e resistenza.

I film premiati dal pubblico

Nel corso della manifestazione, alla presenza di Nanni Moretti, sono stati assegnati i Premi del Pubblico alle opere più amate dagli spettatori.

Per la sezione Documentari ha vinto A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot della regista Annie Laurie Medonis. Il film racconta la storia del Bloodroot, storico ristorante vegano e spazio femminista e lesbico del Connecticut, diventato simbolo di resistenza culturale.

Il premio per i Lungometraggi è andato a Des preuves d’amour, opera prima della regista francese Alice Douard, già passata dal Festival di Cannes. Protagoniste del film sono Ella Rumpf e Monia Chokri nei panni di una coppia alle prese con il riconoscimento legale della propria famiglia.

Nella sezione Cortometraggi trionfa invece A mort le bikini! della regista canadese Justine Gauthier, storia di una bambina che sfida le convenzioni di genere in piscina.

Un’edizione dedicata a Edda Billi

L’edizione 2026 è stata dedicata a Edda Billi, figura storica del movimento femminista e lesbico italiano recentemente scomparsa.

Testimonial del festival è stata Federica Rosellini, artista multidisciplinare tra le voci più innovative del panorama teatrale contemporaneo.

Ad aprire la manifestazione è stata la proiezione restaurata in 4K di When Night is Falling della regista canadese Patricia Rozema, presentato per la prima volta in Italia in questa nuova versione.

The Power of Love come manifesto politico

Il claim scelto per questa XXI edizione, “The Power of Love”, ha attraversato tutta la programmazione del festival, trasformando il racconto dell’amore tra donne in una riflessione politica e culturale.

Immaginaria ha inoltre dedicato spazio ai nuovi sguardi del cinema italiano con il panel “Senza chiedere il permesso”, incentrato sui female gaze nel cortometraggio contemporaneo.

L’edizione 2026 segna anche l’uscita dalla direzione di Cristina Zanetti, che continuerà a collaborare con l’associazione Visibilia APS e ha annunciato un nuovo documentario dedicato proprio alla storia del festival.