Dal 6 al 16 agosto 2025, il Festival di Locarno accoglie fuori concorso il potente dramma Il Vangelo di Giuda, opera scritta e diretta da Giulio Base, che porta sulle rive svizzere un racconto intenso e spirituale, sostenuto dalla Calabria Film Commission insieme a Rai Cinema.

Origine e produzione

Prodotto da Agnus Dei Production, Minerva Pictures e Rai Cinema, in coproduzione con Agresywna Banda, il film è stato girato in quattro settimane nella straordinaria cornice calabrese: da Curinga al platano millenario, passando per Corigliano-Rossano, Cleto e Cosenza, fino alla Sila e Caccuri.
Un totale di 71 professionisti calabresi ha preso parte alla produzione, valorizzando le maestranze locali e riflettendo l’impegno del territorio nel cinema d’autore.

Cast d’eccellenza

Il film vanta un cast internazionale e prestigioso: Giancarlo Giannini, Rupert Everett, Tomasz Kot, Paz Vega, Abel Ferrara, Vincenzo Galluzzo, Ada Roncone, Darko Perić e John Savage, i cui volti contribuiscono a dare profondità e carisma al racconto.

Trama e stile narrativo

La narrazione si svolge attraverso una voce-off interiore, potente e rarefatta, senza mai mostrare Giuda in scena: l’ultimo apostolo diventa voce e coscienza del racconto, una liturgia-confessione che sfida cliché e dogmi.
Giuda nasce in un bordello, uccide il tenutario che lo minaccia, diventa protettore e punitore, ma trova redenzione quando incontra Gesù e segue la sua parola. Il tradimento finale non è gesto d’avidità ma atto estremo di amore e di fede: la sua vita finisce vendendo un uomo, come iniziò vendendo donne.

Visione del regista

Giulio Base, con due lauree in Teologia e Lettere, concepisce il film come un viaggio interiore: “Giuda era innamorato di Gesù”, afferma in più interviste. La sua voce, straziata e lucida, interroga lo spettatore sui grandi temi del libero arbitrio e del sacrificio. Il regista ha scelto una narrazione “gnostica” che non santifica né demonizza, ma illumina la complessità esistenziale dell’apostolo ultimo tra gli ultimi.

Anteprima e distribuzione

La prima mondiale è prevista al 78° Festival di Locarno, fuori concorso, come parte della selezione ufficiale.
La distribuzione italiana è curata da Eagle Pictures, con uscita prevista in autunno 2025.


Perché seguirlo:

  • Originalità narrativa: il silenzio di Giuda sullo schermo, sostituito dalla sua confessione interiore; pressoché privi dialoghi, per un linguaggio più liturgico che narrativo.
  • Luoghi di produzione: paesaggi calabresi che diventano geografia biblica, tra Natura e archeologia medievale.
  • Rilevanza culturale: un personaggio biblico vissuto come simbolo umano, tormentato e redentore allo stesso tempo.
  • Cast internazionale: icone del cinema portano prestigio e profondità emotiva al progetto.

Il contrasto con la verità biblica

Nei Vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), Giuda viene descritto in modo esplicito come traditore, spinto da denaro (30 denari d’argento), e condannato moralmente per il suo gesto. L’idea che abbia agito per “fede più grande” è una ricostruzione moderna, più vicina a testi apocrifi come il Vangelo di Giuda gnostico (scoperto in Egitto e reso noto nel 2006), ma persino lì Giuda non è propriamente “innamorato”, quanto più illuminato da una conoscenza esoterica. Anzi nel Vangelo di Giovanni, durante l’episodio dell’unzione di Gesù a Betania da parte di Maria con olio profumato (nardo costosissimo), Giuda protesta dicendo: “Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” Ma Giovanni commenta:“Questo egli disse non perché gli importasse dei poveri, ma perché era ladro e, tenendo la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.” (Giovanni 12,6).

Giulio Base

In un panorama cinematografico spesso prudente sul piano spirituale, Giulio Base compie un atto di raro coraggio autoriale, scegliendo di rileggere la figura più controversa del Vangelo con occhi nuovi e una sensibilità profondamente umana. Il Vangelo di Giuda non pretende di riscrivere la fede, ma invita a riflettere sul mistero della colpa, del tradimento e della redenzione da una prospettiva interiore, audace e meditativa. Che si condivida o meno la sua visione, il film merita di essere visto proprio perché osa: rompe il silenzio intorno a una figura condannata dalla storia e la trasforma in una voce che, almeno per una volta, chiede di essere ascoltata.


Conclusione

Con Il Vangelo di Giuda, Giulio Base firma un’opera coraggiosa che si affaccia sul sacro con sguardo umano. Il film, atteso fuori concorso al Festival di Locarno 2025, promette di scuotere le coscienze: tra silenzi evocativi, confessioni soffocate e paesaggi umani lontani dal divino canonico. Un racconto che invita ad accogliere il peccatore come chiave di lettura del mistero della grazia.