Dal 9 all’11 gennaio 2026, il Teatro Alfieri di Torino ospita uno degli appuntamenti più attesi della stagione di danza: Il Lago dei Cigni, il balletto più celebre e rappresentato al mondo, torna in scena in una produzione innovativa e visionaria che unisce la grande tradizione classica alle più avanzate tecnologie digitali.
Firmata da Luciano Cannito, che cura regia e coreografia ispirandosi all’eredità di Marius Petipa, questa edizione segna un momento storico: per la prima volta nel balletto classico, l’Intelligenza Artificiale entra in scena come vero strumento creativo.

Un capolavoro senza tempo, una visione nuova
La storia immortale di amore, tradimento e redenzione tra il Principe Siegfried e la fragile Odette rivive accompagnata dalle sublimi musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in una versione capace di parlare al pubblico contemporaneo senza tradire la sua anima originaria.
Cuore pulsante dello spettacolo resta la danza: il celebre confronto tra Cigno Bianco e Cigno Nero, simbolo eterno del dualismo tra luce e ombra, si traduce in uno dei grand pas de deux più iconici della storia del balletto, dove tecnica, emozione e potenza narrativa si fondono in un linguaggio universale.

L’Intelligenza Artificiale come nuova dimensione poetica
L’elemento distintivo di questa produzione è l’uso innovativo dell’Intelligenza Artificiale, che diventa parte integrante della drammaturgia visiva. Attraverso un sofisticato processo creativo, l’IA ricostruisce l’universo immaginifico del racconto: il castello, il bosco e il leggendario lago prendono forma in una scenografia virtuale immersiva, sospesa tra sogno e realtà.
Non si tratta di un semplice supporto tecnologico, ma di un linguaggio espressivo capace di amplificare la dimensione emotiva e simbolica del balletto, accompagnando lo spettatore all’interno delle visioni interiori del Principe Siegfried.

Un cast d’eccellenza internazionale
A rendere ancora più preziosa questa edizione è la presenza di étoiles ospiti di fama mondiale:
- Maria Yakovleva, Principal del Balletto dell’Opera di Budapest
- Dinu Tamazlacaru, Principal dello StaatsBallett Berlin
Accanto a loro, i solisti e il corpo di ballo della Roma City Ballet Company, con la partecipazione di Manuel Paruccini, garantiscono un’esecuzione di altissimo livello tecnico e interpretativo.

Una produzione di grande prestigio
Prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment per la Roma City Ballet Company, lo spettacolo si avvale di un team artistico di primo piano:
- Costumi: Silvia Califano
- Scenografia virtuale: Maurizio Gaibisso
- Luci: Valerio Tiberi
- Consulenza tecnologica: Italo Grassi
Ogni elemento concorre a creare un’esperienza scenica totale, in cui tradizione e innovazione dialogano in perfetto equilibrio.
Le parole del regista
Nelle sue note di regia, Luciano Cannito definisce Il Lago dei Cigni come un archetipo universale, un racconto che parla di dualità, desiderio, libertà e destino. L’uso dell’Intelligenza Artificiale non snatura la classicità dell’opera, ma ne esalta la forza poetica, trasformando le emozioni in immagini e ampliando lo spazio dell’immaginazione.
La danza resta protagonista assoluta: la tecnologia non sostituisce l’essere umano, ma ne valorizza l’espressività, rendendo ancora più potente un racconto che continua a parlare attraverso i secoli.