Human Rights Film Fest: il cinema difende i diritti

Dal 9 al 13 settembre Roma torna a essere un luogo di incontro tra cinema, memoria e impegno civile con la seconda edizione dell’Human Rights Film Fest. Ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS, il festival trasformerà il Parco del Torrione Prenestino in uno spazio aperto al confronto, dove il cinema diventa strumento di conoscenza, testimonianza e partecipazione.

Cinque serate tematiche accompagneranno il pubblico attraverso alcune delle principali emergenze sociali e umanitarie del nostro tempo: Palestina, Sudan, Afghanistan, Myanmar e i diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia. Un programma composto da documentari internazionali, incontri con registi, giornalisti, ricercatori e attivisti, oltre al Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani.

Un festival per raccontare il mondo attraverso il cinema

La nuova edizione conferma la vocazione internazionale della manifestazione. La call dedicata ai cortometraggi ha raccolto oltre 180 opere provenienti da più di 50 Paesi, offrendo uno sguardo sulle grandi questioni del presente attraverso linguaggi cinematografici differenti.

I dieci cortometraggi finalisti saranno presentati durante il festival e il 12 settembre saranno annunciati i vincitori del concorso, dedicato alle nuove generazioni di autori capaci di raccontare conflitti, fragilità e possibilità di cambiamento.

L’obiettivo dell’Human Rights Film Fest è quello di creare uno spazio in cui il cinema non sia soltanto visione, ma anche dialogo e strumento per comprendere realtà spesso lontane dai riflettori.

Dalla Palestina al Sudan: storie di resistenza e testimonianza

L’apertura del festival, mercoledì 9 settembre, sarà dedicata alla Palestina con il talk “Palestina oggi: vivere, resistere, testimoniare”, che vedrà la partecipazione della scrittrice italo-palestinese Sarah Mustafa, dell’attivista Maya Issa e ancora, di rappresentanti di Amnesty International Italia.

La serata proseguirà con la proiezione di “A State of Passion” di Carol Mansour e Muna Khalidi, ritratto del medico palestinese Ghassan Abu Sittah durante la guerra a Gaza, e di “Gli Accampamenti” di Kei Pritsker e Michael T. Workman, dedicato alle mobilitazioni studentesche internazionali.

Giovedì 10 settembre il festival porterà l’attenzione sul Sudan, attraverso un confronto sulla crisi umanitaria e sul ruolo della società civile. Tra gli ospiti Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, rappresentanti della comunità sudanese di Roma e l’attivista Yasmine Accardo.

In programma i documentari “Onwards! (Giddam!)” di Hamad Gamal e Sarah Bachellerie e “Khartoum”, realizzato da Anas Saeed, Rawia Alhag, Ibrahim Snoopy, Timeea Mohamed Ahmed e anche, Philip Cox.

Afghanistan, Myanmar e Amazzonia: le voci che resistono

La serata dell’11 settembre sarà dedicata all’Afghanistan, con un focus sulla condizione delle donne e della società civile. Interverranno Simona Lanzoni della Fondazione Pangea, la regista afghana Alka Sadat, la giornalista Rahel Saja e infine, rappresentanti del CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane.

Tra le opere proposte “The Female Voice of Afghanistan: Life After Life” di Andreas Rochholl, Yalda Yazdani e Sebastian Leitner, e “Writing Hawa” di Najiba Noori, documentario premiato dedicato al percorso di emancipazione di tre generazioni di donne afghane.

Sabato 12 settembre sarà invece il momento della premiazione del Concorso Internazionale di Cortometraggi e del focus sul Myanmar, con l’incontro “Birmania: vite sospese, diritti negati”. A seguire saranno proiettati “Thabyay: Creative Resistance in Myanmar” di Jeanne Hallacy e “Song of Souls” di Sai Naw Kham.

L’ultima giornata, domenica 13 settembre, sarà dedicata ai popoli indigeni e alla difesa dell’Amazzonia, con l’incontro “Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni”. In programma “Holding Up the Sky” di Pieter Van Eecke, dedicato al leader yanomami Davi Kopenawa, e “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli.

Cinema, comunità e partecipazione nel cuore di Roma

Accanto alle proiezioni e agli incontri, il festival offrirà ogni sera anche uno spazio dedicato alla convivialità con un’area food aperta dalle 18 alla mezzanotte, curata dalla Cooperativa Sociale Barikamà insieme alle comunità internazionali presenti a Roma.

Il pubblico potrà degustare piatti ispirati alle cucine del Mediterraneo e dell’Africa, preparati con prodotti provenienti dagli orti biologici della cooperativa, oltre a specialità della tradizione afghana nella serata dedicata al Paese.

Con questa seconda edizione, l’Human Rights Film Fest conferma la propria identità: un progetto culturale che porta il cinema negli spazi urbani, crea connessioni tra persone e territori e trasforma lo schermo in un luogo di incontro e consapevolezza.

Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura nell’ambito dell’avviso pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, il festival si propone come un appuntamento capace di unire arte, impegno sociale e partecipazione civile. Guarda il trailer

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