Un appuntamento destinato a lasciare il segno nel panorama culturale italiano. Per la prima volta nel nostro Paese e in un unico evento pubblico, Gisèle Pelicot presenta il suo memoir Un inno alla vita.

L’incontro si terrà mercoledì 18 marzo alle 18:30 alla Cavallerizza Reale, nell’ambito di Aspettando il Salone, il percorso che conduce alla nuova edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio 2026.

A dialogare con l’autrice sarà la direttrice del Salone, Annalena Benini. Le prenotazioni sono aperte da oggi.

Un libro che cambia lo sguardo collettivo

Pubblicato da Rizzoli, Un inno alla vita è molto più di un memoir: è una testimonianza civile di straordinaria forza.

Nel libro, Pelicot trasforma una vicenda personale in una presa di parola pubblica capace di incidere nel dibattito contemporaneo sui diritti delle donne. Il principio che attraversa la sua narrazione è chiaro e potente: la vergogna deve cambiare lato. Non può più appartenere a chi subisce violenza, ma a chi la compie.

È un messaggio che risuona oltre i confini individuali, diventando una dichiarazione collettiva di dignità, libertà e autodeterminazione.

Un simbolo globale di autodeterminazione

Con la scelta di esporsi pubblicamente, Gisèle Pelicot è diventata una figura simbolica nel percorso di emancipazione femminile. Il suo racconto parla di sopravvivenza e rinascita, ma soprattutto di consapevolezza e trasformazione.

Non è solo la storia di una donna, ma una battaglia culturale che riguarda tutte e tutti: il diritto di non vivere nella paura, nel silenzio o nella colpa.

L’incontro alla Cavallerizza Reale si preannuncia come uno dei momenti più intensi di questa edizione di avvicinamento al Salone, offrendo al pubblico italiano l’occasione di ascoltare dal vivo una delle voci più necessarie del nostro tempo.

Aspettando il Salone 2026

Il ciclo Aspettando il Salone conferma la vocazione del Salone del Libro a creare spazi di confronto con figure autorevoli della scena culturale internazionale.

In attesa dell’edizione 2026, Torino si prepara così a diventare ancora una volta capitale del libro e del pensiero contemporaneo, ospitando un dialogo che intreccia letteratura, diritti e impegno civile.

Un appuntamento che non è solo culturale, ma profondamente umano.