Dal 13 al 15 marzo 2026 il Teatro Alfieri ospita “Gente di facili costumi”, la celebre commedia scritta da Nino Marino e Nino Manfredi, con la regia di Luca Manfredi.
Portato in scena per la prima volta nel 1988, con lo stesso Nino Manfredi protagonista, questo testo è ancora oggi considerato uno dei più significativi della drammaturgia italiana degli ultimi decenni, capace di unire comicità, malinconia e riflessione sociale.
Due vite opposte che si incontrano per caso
Al centro della storia ci sono due personaggi molto diversi tra loro.
Anna, che si fa chiamare “Principessa”, è una prostituta disordinata, rumorosa e piena di sogni. Nonostante la vita difficile, coltiva un desiderio curioso e romantico: diventare giostraia.
Ugo, invece, è l’inquilino del piano di sotto: un intellettuale che sopravvive scrivendo per televisione e cinema, ma che sogna di realizzare film d’autore e dedicarsi a un’arte più alta.
Le loro vite si incrociano in modo del tutto accidentale.
Una convivenza forzata tra disastri e sogni
La vicenda prende il via durante una notte agitata. Ugo sale al piano superiore per lamentarsi del rumore provocato dalla vicina che, rientrata tardi, ha acceso il giradischi svegliandolo. Nella confusione Anna lascia aperto il rubinetto della vasca da bagno, provocando un allagamento che rende inagibile l’appartamento di Ugo.
Costretto anche da uno sfratto imminente, l’uomo si vede obbligato a trovare rifugio proprio a casa della “Principessa”.
Inizia così una convivenza forzata, fatta di scontri, malintesi e situazioni paradossali, ma anche di momenti di complicità inattesa. Con il passare del tempo, tra incidenti domestici e dialoghi pungenti, i due protagonisti scoprono di avere più cose in comune di quanto avrebbero immaginato.
Una commedia tra comicità e malinconia
L’incontro tra Anna e Ugo genera un vortice di disastri, incomprensioni, ironia e malinconia, perfettamente in linea con lo stile umano e poetico che ha reso celebre Nino Manfredi.
Dietro le risate emerge infatti una riflessione profonda sulla società contemporanea e sul valore dei sogni personali. Non si tratta soltanto dell’incontro tra due vite agli antipodi, ma soprattutto tra due aspirazioni che sembrano impossibili da realizzare.
Il messaggio etico di Nino Manfredi
Presentando il suo testo, Nino Manfredi descriveva la commedia come una riflessione paradossale su un grande problema morale:
in una società dove valori come onestà, dignità e rispetto sembrano perdere significato, quale spazio rimane per ciò che è davvero autentico?
Secondo Manfredi, molti ambiti della vita pubblica e privata — dalla politica allo sport, dalla comunicazione alla creatività — rischiano di essere dominati dall’interesse e dall’utilità immediata. In questo contesto, il bello, il buono e il vero sembrano spesso sacrificati.
Ed è proprio attraverso la storia di due persone fragili e imperfette che la commedia riesce a restituire umanità, ironia e speranza.