In un’epoca in cui il web domina e la cultura sembra progressivamente indebolirsi, a Nichelino nasce un’iniziativa che riporta al centro i valori universali della conoscenza e della fede: una mostra interamente dedicata alla Bibbia.
Abbiamo intervistato il Sindaco di Nichelino, Giampietro Tolardo, che ci ha raccontato il significato profondo di questo evento, l’importanza della cultura come strumento di coesione sociale e la visione di una città sempre più aperta, unita e consapevole delle proprie radici.

Il significato di una mostra sulla Bibbia
Sindaco, nell’era in cui il web la fa da padrona e il livello culturale e di educazione si sta abbassando, cosa significa organizzare una mostra sulla Bibbia?
Una mostra sulla Bibbia significa valorizzare messaggi universali e potenti, che da oltre 3.500 anni hanno plasmato la fede e la società del mondo occidentale. Sono valori consolidati, che hanno formato la nostra civiltà e resistito nei secoli a conflitti, interpretazioni diverse e tentativi di cancellazione. Nonostante tutto, la Bibbia rimane un’opera straordinaria e viva, capace di parlare a chiunque, credente o meno.
Desidero ringraziare Daniele Boasi, che ha messo a disposizione la sua collezione privata, permettendo di esporla nella sala consiliare del Comune. Un luogo solitamente dedicato alle decisioni amministrative e politiche, che abbiamo scelto di trasformare in uno spazio di promozione culturale. L’interesse dimostrato fin dall’inaugurazione, con oltre sessanta persone presenti, dimostra che è un ottimo inizio.
Ritiene che eventi come questo siano importanti per promuovere la cultura e la coesione sociale in città?
Assolutamente sì. Nichelino è una città che investe con convinzione nella cultura, spendendo circa 350 mila euro all’anno per la gestione del teatro e del centro culturale, che ospitano numerosi eventi durante tutto l’anno.
Il teatro non è un’entità isolata: dialoga costantemente con le associazioni culturali del territorio e con la biblioteca civica, molto frequentata e ricca di testi di valore.
Attraverso la cultura vogliamo creare integrazione, senso di appartenenza e coesione sociale. Nichelino è una città cresciuta grazie all’immigrazione degli anni Sessanta e Settanta, e proprio la cultura ha permesso di costruire una comunità solidale, viva e partecipata, dove si vive bene e ci si sente parte di un insieme.
In una città con diverse comunità e sensibilità culturali e religiose, come può un evento come questo stimolare l’integrazione e il dialogo?
Il fatto che in mostra siano presenti Bibbia storiche provenienti da epoche differenti rappresenta un’occasione preziosa di riflessione e confronto tra culture e religioni.
A Nichelino convivono comunità con credi diversi – musulmani, buddhisti, testimoni di Geova – e iniziative come questa favoriscono il dialogo e il rispetto reciproco.
La Bibbia, con i suoi valori universali, è uno strumento straordinario per avvicinare sensibilità differenti e per approfondire il significato della spiritualità in tutte le sue forme.
Il direttore del Torino Film Festival, Giulio Base, ha espresso il sogno di vedere Torino capitale della cultura. Cosa ne pensa?
Torino ha già intrapreso questo percorso e sappiamo quanto sia complesso. Serve una visione ampia, collaborativa e regionale, che unisca città, enti e istituzioni.
Il Piemonte possiede un patrimonio culturale straordinario e mi auguro che in futuro Torino possa davvero essere capofila di un progetto condiviso, capace di valorizzare l’intero territorio e renderlo protagonista a livello nazionale e internazionale.
La mostra sulla Bibbia di Nichelino non è soltanto un’esposizione di testi sacri: è un viaggio nella storia, nella fede e nei valori che uniscono le persone.
In un mondo frammentato e iperconnesso, eventi come questo ricordano quanto la cultura sia un filo invisibile che lega le comunità e rafforza il senso di appartenenza.
Come ha ricordato il Sindaco Giampietro Tolardo, investire nella cultura significa costruire coesione, dialogo e futuro.
Un messaggio forte, che parla al cuore e invita a credere ancora nella forza della conoscenza e dell’umanità.
