Dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, il Teatro Gioiello ospita L’Avaro Immaginario, scritto, diretto e interpretato da Enzo Decaro. Uno spettacolo che intreccia teatro nel teatro, memoria storica e commedia dell’arte, rendendo omaggio al genio immortale di Molière e alla grande tradizione partenopea.
Sette quadri, un prologo e un epilogo compongono un racconto che è insieme viaggio artistico, storico e umano.
Un viaggio nel Seicento tra peste, sogni e palcoscenici viaggianti
Al centro della scena c’è Oreste Bruno e la sua “Compagnia di famiglia”, i Fratelli dè Bruno da Nola, discendenti del filosofo Giordano Bruno. Una vera e propria “carretta dei comici”, cara alla tradizione di Peppino e Luigi De Filippo, che attraversa un Seicento segnato da guerre ed epidemie.
La compagnia fugge dalla peste e si dirige verso Parigi, inseguendo il sogno del teatro e l’incontro con Molière. Lungo il cammino, il carretto si trasforma in palcoscenico improvvisato ogni volta che si incontra un mercato o un assembramento: “si fa il Teatro”.
E con il teatro si sopravvive. Tra stratagemmi, adattamenti e spirito di compagnia, i commedianti mettono in scena versioni rielaborate de L’Avaro e Il Malato Immaginario, ricevendo in cambio monete, cibo o semplici offerte.
Molière, Napoli e la grande commedia umana
Lo spettacolo racconta il legame culturale tra la Napoli del Seicento e la Francia teatrale: Pulcinella che diventa Scaramouche, la suggestione di Corneille dietro alcune opere di Molière, l’eredità filosofica di Giordano Bruno che aleggia tra i personaggi.
L’avvicinamento a Parigi, la “corrispondenza” immaginaria del capocomico con Molière e la notizia della morte in scena del drammaturgo francese, poco prima dell’arrivo della compagnia, rendono il viaggio ancora più intenso e simbolico.
È un racconto dove teatro e vita si fondono: “tutto è finto, ma niente è falso”.
Enzo Decaro
Il progetto nasce da una riflessione artistica precisa, come spiega lo stesso Enzo Decaro: la volontà di confrontarsi con il teatro di Molière, così come fecero Peppino e Luigi De Filippo, che sentirono l’esigenza di misurarsi con il suo genio innovativo e con quella “comédie humaine” rimasta viva dopo oltre quattro secoli.
In particolare, L’Avaro e Il Malato Immaginario rappresentano due testi che, generazione dopo generazione, hanno attraversato il teatro italiano, mostrando quanto sottile sia il confine tra rappresentazione scenica e vita reale.
Cast e squadra creativa
In scena (in ordine alfabetico):
Luigi Bignone, Angela De Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo, Ingrid Sansone
Musiche di Nino Rota (da Le Molière Immaginarie)
Musiche di scena ispirate a villanelle e canzoni popolari del Seicento napoletano
Scene: Luigi Ferrigno
Costumi: Ilaria Carannante
Disegno luci: Luigi Della Monica
Assistente alla regia: Roberto Fiorentino
Regia: Enzo Decaro
Un omaggio al teatro che attraversa i secoli
L’Avaro Immaginario non è solo uno spettacolo, ma un atto d’amore verso il teatro e la sua capacità di sopravvivere alle crisi della storia.
Un viaggio che unisce Napoli e Parigi, Molière e i De Filippo, passato e presente. Un racconto che celebra il potere eterno della scena: trasformare la precarietà in poesia.