Si chiama Dispari Teatro il nuovo Centro di Produzione teatrale che si affaccia oggi sul panorama culturale italiano come unicum a livello nazionale. Nato dall’unione di tre realtà storiche – Compagnia Il Melarancio di Cuneo, Onda Teatro e Teatro Popolare Europeo di Torino – Dispari Teatro è una cooperativa sociale (ETS) che coniuga teatro per l’infanzia e la gioventù con Teatro Sociale e di Comunità.
È il primo teatro stabile piemontese riconosciuto al di fuori dell’area metropolitana torinese, e il suo obiettivo è chiaro: mettere al centro le persone, intrecciando arte, educazione e inclusione.
I fondi dimezzati
Ma il debutto avviene in condizioni tutt’altro che semplici. Il Ministero della Cultura ha infatti dimezzato i fondi destinati ai nuovi Centri di Produzione, stanziando appena 500.349 euro a livello nazionale, a fronte di un fabbisogno di 1.100.000 euro.
Gimmi Basilotta: “Tradito il patto tra Stato e cultura”
Gimmi Basilotta, presidente di Dispari Teatro e figura centrale del settore in quanto anche presidente ANCTI (Associazione Nazionale delle Compagnie e Residenze di Innovazione Teatrale) e AGIS Piemonte Valle d’Aosta, ha espresso forti preoccupazioni:
“Lavoriamo in condizioni complesse. Ci sono compagnie che aspettano fondi da anni e altre che ne ricevono meno di quanto annunciato, a cose fatte. È il tradimento di un patto tra lo Stato e il soggetto privato.”
Parte così da Torino un appello chiaro: integrare urgentemente le risorse del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal vivo, affinché i progetti già avviati possano sopravvivere e svilupparsi.
Un’idea di teatro che parla a tutti
Dispari Teatro nasce da un progetto culturale e sociale ambizioso. Tra le sue principali azioni:
- Gestione e valorizzazione di spazi storici come Officina Santa Chiara (ex chiesa di 400 posti a Cuneo) e il Teatro Toselli
- Costruzione di reti con enti locali, università, terzo settore e partner internazionali
- Percorsi di accessibilità, inclusione e benessere, rivolti a tutte le età
- Produzione artistica innovativa, orientata a educazione, ascolto e partecipazione
Il tutto con una visione unica nel panorama nazionale, dove infanzia e teatro sociale convivono in un’unica progettualità.
Spazio BAC: fine della programmazione teatrale
Le conseguenze del sottofinanziamento sono già evidenti: dal 2026, lo Spazio BAC di Torino non sarà più sede di programmazione teatrale per Dispari Teatro. Lo spazio manterrà comunque la propria vocazione culturale grazie al Teatro Popolare Europeo – Social Community Theatre Centre, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino e il Corep.
Un progetto che guarda al futuro
Nonostante tutto, Dispari Teatro non si ferma. Le basi artistiche e organizzative sono solide, e l’entusiasmo è condiviso:
“Abbiamo deciso di unirci perché crediamo che il teatro abbia senso solo nell’incontro con le persone. È tempo di cambiare e di mettere insieme energie e visioni”, dichiarano i fondatori.
Un segnale di fiducia, ma anche un monito alle istituzioni: senza un finanziamento adeguato, anche le realtà più innovative rischiano di spegnersi prima ancora di esprimere il loro potenziale.
Un appello alla cultura
Dispari Teatro è la dimostrazione che il teatro può ancora essere luogo di crescita, innovazione e giustizia sociale. Ora servono le risorse per trasformare questa visione in realtà.