La ventunesima edizione dello Zurich Film Festival si apre sotto il segno del talento e del carisma di Dakota Johnson, ospite d’onore della serata inaugurale. L’attrice e produttrice americana è arrivata a Zurigo per presentare “Splitsville”, la commedia romantica di cui è protagonista e produttrice, diretta da Michael Angelo Covino, e per ricevere il prestigioso Golden Eye Award, riconoscimento conferito dal festival per l’insieme della sua carriera e per il contributo significativo al cinema contemporaneo.
“Splitsville”
Dopo il debutto mondiale a Cannes, dove “Splitsville” ha ricevuto una standing ovation di sei minuti, il film arriva in Svizzera come una delle opere più attese della stagione.
Ambientata tra le contraddizioni e le fragilità delle relazioni moderne, la pellicola racconta la storia di Ashley, che decide di lasciare il marito Carey. Sconvolto, l’uomo trova conforto nella coppia di amici Julie e Paul — interpretati da Johnson e Covino — i quali vivono un matrimonio aperto, ma tutt’altro che immune a tensioni e desideri inespressi. In bilico tra comicità e introspezione, il film esplora la vulnerabilità emotiva con leggerezza intelligente, e conferma ancora una volta la capacità di Johnson di scegliere ruoli che sfidano i cliché del genere.

Carriera: Un percorso tra popolarità e scelte d’autore
Quella di Dakota Johnson è una carriera costruita con attenzione e coraggio.
Nata a Austin, Texas, il 4 ottobre 1989, figlia di Melanie Griffith e Don Johnson, e nipote di Tippi Hedren, ha respirato cinema sin da bambina. Il suo primo ruolo arriva già nel 1999, accanto alla madre, nel film !Crazy in Alabama”. Ma è solo a partire dal 2010, con piccoli ruoli in film come “The Social Network”, che inizia a farsi notare a Hollywood.
Il grande successo arriva nel 2015 con “Fifty Shades of Grey”, dove interpreta Anastasia Steele. La trilogia la consacra a livello internazionale, ma anziché adagiarsi sulla fama ottenuta, Johnson intraprende un percorso artistico che la porta a lavorare con alcuni dei registi più interessanti del panorama contemporaneo. Collabora con Luca Guadagnino (“A Bigger Splash”, “Suspiria”), partecipa a “Black Mass” con Johnny Depp, e si distingue per intensità in film come “The Lost Daughter” di Maggie Gyllenhaal e “Cha Cha Real Smooth”, presentato al Sundance.

Attrice e produttrice, Johnson ha fondato la sua casa di produzione, TeaTime Pictures, con la quale sostiene progetti originali e indipendenti, come “Daddio” e ora “Splitsville”. Le sue scelte dimostrano una volontà chiara: non farsi incasellare in ruoli convenzionali, ma esplorare storie che abbiano complessità e autenticità.
Negli ultimi anni, ha alternato progetti più commerciali — come “Madame Web”, nel mondo Marvel — a film di respiro più autoriale. Il suo lavoro riflette una ricerca costante di equilibrio tra visibilità mainstream e profondità interpretativa.
Il riconoscimento a una voce libera del cinema
La consegna del Golden Eye Award al Zurich Film Festival 2025 suggella un momento particolarmente significativo della carriera di Dakota Johnson. Il premio, ricevuto in occasione della proiezione di “Splitsville”, celebra non solo il talento di un’attrice capace di reinventarsi costantemente, ma anche il suo impegno nel promuovere un cinema che sa essere personale, brillante e sorprendentemente umano.
Con la sua presenza a Zurigo, Johnson conferma il suo ruolo di figura centrale nel panorama cinematografico internazionale, non più soltanto icona di una saga di successo, ma artista consapevole, produttrice appassionata e interprete di storie che parlano al cuore del pubblico.