Nel 2025, anno in cui Nova Gorica e Gorizia condividono il titolo di Capitale Europea della Cultura, verrà assegnato in forma “doppia” il Premio Darko Bratina*, riconoscendolo a due tra i più grandi maestri del cinema europeo: Béla Tarr e Yervant Gianikian (insieme ad Angela Ricci Lucchi). Da oltre cinquant’anni, i loro lavori offrono uno sguardo critico, poetico e politico sul mondo, sul cinema, sulle relazioni umane, sulla guerra e sulla storia. Due percorsi differenti, ma guidati dallo stesso umanesimo e da una visione condivisa.

I percorsi

Due “giganti” che dialogano in modo vivo con le nuove generazioni di cineasti e cineaste, a cui OMAGGIO A UNA VISIONE dedica gran parte del suo programma:

  • Le nuove prospettive di Francesco Sossai (con il suo secondo lungometraggio Le città di pianura, presentato a Cannes 2025) e di Tara Najd Ahmadi, giovane artista iraniana apolide, che ha scelto di confrontarsi con alcune registe palestinesi, perché mai come ora è urgente dare voce a un popolo e a una cultura vittime di un genocidio crudele e impunito.
  • La sezione FIRST CROSSING, pensata come laboratorio per la nascita di nuovi linguaggi cinematografici, dedicata agli autori alle prime fasi del loro percorso creativo. Comprende non solo una competizione, ma anche film realizzati da studenti liceali e opere di studenti di università e accademie di cinema europee.
  • Tra le esplorazioni, quest’anno spiccano i cortometraggi della nuova ondata kosovara (presentati grazie alla collaborazione con gli amici di Dokufest), una delle realtà indipendenti più vivaci dell’Europa recente.

Per anni Kinoatelje ha indagato il patrimonio cinematografico del territorio goriziano, raccogliendo memorie e storie capaci di superare i confini. Da questo lavoro nasce un nuovo progetto: un film a episodi affidato a una nuova generazione di registi. Girato a Gorizia — città di frontiera segnata dall’intreccio di fiumi e strade — questo film collettivo, diretto artisticamente da Alessandro Comodin e ispirato al libro Il nostro cine quotidiano di Sandro Scandolara, porta la firma di cinque autori: Laura Samani, Ester Ivakič, Otto Lazić-Reuschel, Jan Devetak e Francesco Sossai. Un ritratto corale che abbatte simbolicamente la frontiera.

Cosa vedremo al Cross-Border Film Festival

Il dialogo tra epoche e territori è al centro anche degli omaggi a Roberto Rossellini (con i suoi primi, straordinari corti) e a Franci Slak, uno dei maggiori registi sloveni, capace di attraversare il cinema dalle sperimentazioni giovanili ai lungometraggi degli anni ’80 (gli ultimi bagliori dell’Onda Nera jugoslava). Oppure nel confronto che si svilupperà nella Cupola Bachman a Nova Gorica, dove le immagini di Karpo Godina, Davorin Marc e Kozek Hörlonski si intrecceranno con l’universo di Daniele Ciprì.

Il concetto di dialogo attraversa ogni momento di OMAGGIO A UNA VISIONE. Crediamo infatti che il cinema, proprio nella sua apparente inutilità, sappia esercitare un ruolo fondamentale. Per questo motivo, una tavola rotonda intitolata AL CENTRO DEL MARGINE (IL CINEMA) sarà uno dei fulcri del festival. Un invito aperto a cineasti e ospiti per contribuire a un confronto politico e culturale che riaffermi la ricchezza della diversità in un’epoca in cui tornano a imporsi pericolose centralità uniformanti.

Quale sarà il programma?

  • 11.30–12.30 Prigionieri della guerra, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, 1995, 64’
    Introduzione: Nil Baskar
  • 16.00–17.30 Masterclass di Yervant Gianikian e consegna del Premio Darko Bratina
  • 18.00 I diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo terzo, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, 2025, 123’, sott. eng
  • 20.30–21.00 Performance

👉 Qui il programma completo: https://www.poklonviziji.com/it/festival/festival-2025/programma/programma/