Come eravamo (The Way We Were) è un film storico‑romantico del 1973 diretto da Sydney Pollack, con Barbra Streisand e Robert Redford. Ambientato tra la fine degli anni ’30 e i primi anni ’60, intreccia una storia d’amore travagliata con le vicende storiche del maccartismo, la Seconda guerra mondiale e il cambiamento sociale in America.

Trama e contesto

Katie Morosky (Barbra Streisand), ebrea e attivista progressista, e Hubbell Gardiner (Robert Redford), WASP benestante, si incontrano al college, si innamorano, si separano, si ritrovano, ma sono divisi da visioni politiche e personali irreparabili. La narrazione si muove su decenni cruciali per la storia americana.

Il film ottenne successo al botteghino, fu candidato per numerosi premi, vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora e la miglior canzone originale, The Way We Were, cantata dalla Streisand.

Curiosità e retroscena

Ecco alcuni dettagli dietro le quinte che non tutti conoscono:

  • Robert Redford inizialmente non voleva accettare il ruolo, soprattutto per la controparte con Barbra Streisand. Secondo il libro di Robert Hofler The Way They Were: How Epic Battles and Bruised Egos Brought a Classic Hollywood Love Story to the Screen, Redford riteneva che Streisand non fosse “un’attrice seria” perché proveniente per lo più da musical o ruoli più leggeri.
  • Redford, felice padre di quattro figli all’epoca, desiderava mantenere un certo distacco. Per le scene d’amore con Streisand, si sarebbe proteggendo: indossava due paia di mutande attillate per le scene intime, per ridurre l’imbarazzo o le possibili avances.
  • C’era anche una battuta che Redford si rifiutò di pronunciare: “Stavolta andrà meglio”, perché temeva che il pubblico pensasse che quella frase fosse un riferimento alla sua performance intima nella vita reale.
  • Nonostante le tensioni, la chimica sullo schermo funzionò e il film divenne un classico romantico.
  • Si parlò anche di un possibile sequel di Come eravamo, ma Redford non fu disponibile: lui non volle proseguire con l’idea del sequel, mentre Streisand avrebbe avuto interesse.

Perché Come eravamo resta importante

  • È uno dei film romantici più amati: non solo per l’amore tra i personaggi, ma per il modo in cui la vicenda privata si intreccia con la Storia. Le ideologie, le divisioni, le battaglie politiche diventano parte integrante della relazione.
  • La colonna sonora e in particolare la canzone The Way We Were è diventata un’icona: vincitrice di Oscar e Golden Globe, ancora oggi riconosciuta come brano classico dei film romantici.
  • La recitazione: Streisand fu nominata all’Oscar come miglior attrice, confermando la sua versatilità oltre il musical. Redford, pur con riserve, contribuì con la sua presenza calma e misurata a fare da contrappeso al forte carattere di Katie.

Racconto: un momento sul set

Immagina agosto 1972, un set torrido da qualche parte nei dintorni di New York. Barbra Streisand è energica, determinata, ha preparato con cura il suo personaggio, vestito, trucco, ogni sfumatura. Robert Redford arriva, porta con sé la sua esperienza, la sua riservatezza, ma anche la pressione del ruolo. La tensione si taglia con il coltello: non è semplice entrare in una storia così emozionante, così politica.

Arriva la scena d’amore più importante: Katie e Hubbell devono essere vulnerabili, ma la realtà è che lui vuole protezione, non solo per il personaggio ma per se stesso. Quel doppio boxer sotto il costume diventa una barriera invisibile ma forte, un gesto quasi comico, che però nasconde nervosismo e autocontrollo. Streisand indossa un bikini vistoso per la scena, è fiduciosa, forse anche audace. Redford no: chiede che la scena sia gestita con delicatezza, sceglie il linguaggio del non‑detto, rifiuta la battuta “Stavolta andrà meglio”.

Eppure, nonostante tutto, quando la telecamera gira, sboccia qualcosa di autentico. Le riprese, le luci, la musica composta da Marvin Hamlisch, tutto converge. Lo spettatore legge nelle pause, negli sguardi, nel conflitto tra ciò che Katie vuole e ciò che Hubbell accetta. E da quelle difficoltà reali, da quelle fragilità, nasce la magia del film.