Attesissimo al Lido, George Clooney ha dato forfait alla conferenza stampa di presentazione del film Jay Kelly a causa di una forte sinusite. Nessuna parola per i giornalisti, dunque, ma la star non ha deluso i fan: in serata ha fatto il suo trionfale ingresso sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia 2025, elegantissimo al fianco della moglie Amal Clooney, tra sorrisi e applausi.
Jay Kelly: tra crisi, fama e famiglia
In concorso per il Leone d’oro, Jay Kelly è il nuovo film di Noah Baumbach, realizzato per Netflix e scritto a quattro mani con la moglie Greta Gerwig. Girato in gran parte in Italia, il film è una commedia agrodolce che scava nell’identità di un uomo in crisi, interpretato proprio da Clooney: Jay Kelly è un attore di successo, tormentato dal passato, in bilico tra il desiderio di ritrovare se stesso e la difficoltà di gestire fama, famiglia e fallimenti.
La trama segue il difficile percorso di Jay che tenta di ricucire i rapporti con il padre anziano e con le sue due figlie, mentre affronta la solitudine e i segni del tempo. Un film che riflette sull’ossessione per la celebrità e sul senso di colpa per le scelte mancate.
Un cast stellare e corale
Il cast è imponente: Adam Sandler nel ruolo del manager-amico di Jay, poi Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Stacy Keach, Emily Mortimer, Josh Hamilton, Lenny Henry, Nicôle Lecky, Thaddea Graham e Alba Rohrwacher, unica italiana del gruppo.
Emily Mortimer ha definito il personaggio di Jay come “un po’ tutti noi. Non serve essere famosi per vivere una crisi d’identità. Jay è protetto dal suo entourage, ma alla fine resta solo un uomo che cerca di capire chi è”.
Adam Sandler ha sottolineato l’importanza della famiglia: “Quando stai troppo tempo lontano, ti si spezza il cuore. È successo anche a me. Ecco perché ho apprezzato il ruolo del manager: chi lo fa davvero vive gli alti e bassi degli altri”.
Il dietro le quinte e la visione del regista
Per Noah Baumbach, Jay Kelly è un’opera personale e profonda: “È un modo per raccontare l’industria cinematografica, ma anche una riflessione sul senso dell’identità. Quando racconti un attore, racconti anche la sua interiorità. Chi sono davvero?”.
Il regista ha voluto fortemente George Clooney nel ruolo principale: “Era una grande sfida. Volevo alzare l’asticella e lui era l’unico che potesse interpretarlo”.
Infine Laura Dern, con una delle performance più sentite del film, ha raccontato: “Questo film è una riflessione sulla crescita, sulle relazioni e su come affrontare i propri difetti. È un privilegio essere attori perché impariamo a proteggerci e ad avere rispetto per noi stessi”.
Un’assenza perdonata (con stile)
L’assenza di Clooney in conferenza stampa ha fatto discutere, ma la sua presenza sul red carpet ha messo tutti d’accordo. Fasciato in uno smoking nero impeccabile, sorridente e affiatato con Amal, ha trasformato la passerella in un momento da copertina. E se non ha parlato, ha comunque detto molto.