Dal 9 all’11 gennaio 2026, il Teatro Gioiello accoglie uno degli appuntamenti più significativi della stagione teatrale: Chicchignola di Ettore Petrolini, portata in scena da Massimo Venturiello, che firma anche la regia di questo allestimento capace di unire fedeltà alla tradizione e sguardo contemporaneo.

Venturiello è affiancato sul palco da Maria Letizia Gorga, Franco Mannella, Claudia Portale ed Elena Berera, in uno spettacolo che restituisce tutta la complessità, la poesia e l’ironia corrosiva di uno dei testi più amati del teatro italiano del Novecento.

Un omaggio vivo a Ettore Petrolini

L’arrivo di Chicchignola al Teatro Gioiello segue un momento particolarmente significativo nel percorso artistico di Massimo Venturiello. Il 10 novembre, nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, l’attore e regista ha ricevuto il Premio Petrolini, riconoscimento che sancisce il suo profondo dialogo con l’eredità del grande autore romano.

Nelle parole con cui Venturiello ha accolto il premio – un ringraziamento carico di rispetto verso uno degli artisti più originali ed eversivi del teatro italiano – si riflette la continuità di un pensiero scenico che coniuga radici e sperimentazione, memoria e trasformazione. È proprio in questa direzione che si muove il suo Chicchignola.

La trama: ingenuità, poesia e ribaltamento finale

La vicenda racconta la storia di Chicchignola, un uomo semplice che sopravvive vendendo giocattoli e palloncini costruiti con le proprie mani, trascinando il suo carretto per le strade di Roma. Deriso da tutti, considerato ingenuo se non addirittura sciocco, Chicchignola diventa la vittima perfetta della superficialità altrui.

Persino la moglie lo tradisce con il suo migliore amico, convinta che l’uomo non sarà mai in grado di scoprire l’inganno. Ma la forza del testo di Petrolini sta proprio nel ribaltamento finale, che smaschera i presunti furbi e restituisce dignità e profondità al protagonista, rivelando la miseria morale di chi lo circonda.

Un classico senza tempo

Considerata da molti la più bella commedia di Ettore Petrolini, Chicchignola debuttò nel 1931 a Roma, al Teatro Argentina e al Quirino, ottenendo fin da subito un enorme successo. L’anno successivo conquistò anche Parigi, affermandosi a livello internazionale. A partire dal 1969, Mario Scaccia ne propose una celebre ripresa decennale, contribuendo a mantenerla viva nella memoria teatrale italiana.

Oggi, la versione di Massimo Venturiello si inserisce in questa prestigiosa tradizione, riaffermando l’attualità di un testo che continua a parlare al presente.

Un allestimento curato e rigoroso

Lo spettacolo si avvale di un impianto scenico e musicale di grande qualità:

Scene: Alessandro Chiti

Arrangiamenti musicali: Mariano Bellopede

Ogni elemento concorre a restituire l’equilibrio tra leggerezza e profondità, tra comicità e malinconia, che rende Chicchignola una commedia sorprendentemente moderna.

Massimo Venturiello

Nelle sue note, Venturiello definisce Chicchignola una commedia contemporanea e tradizionale allo stesso tempo. Non a caso Ettore Petrolini è stato spesso accostato a Plauto, il più moderno dei drammaturghi antichi. La genialità dell’autore romano risiede nella capacità di attraversare le epoche, trovando sempre un pubblico pronto a riconoscersi nelle sue maschere.

Un teatro che appartiene al passato, al presente e, forse, anche al futuro: ed è proprio questa qualità senza tempo che rende Chicchignola uno spettacolo imperdibile.