Il colosso della grande distribuzione francese Carrefour è al centro di un acceso contenzioso legale in Francia per i rapporti contrattuali con i suoi franchisee. Le autorità francesi, attraverso la General Directorate for Competition Policy, Consumer Affairs and Fraud Control (DGCCRF) del Ministero dell’Economia, hanno chiesto al Tribunale commerciale di Rennes di infliggere una sanzione fino a 200 milioni di euro al gruppo, sostenendo che alcune clausole nei contratti di franchising risultino “significativamente sbilanciate” a favore della casa madre.

Le accuse della DGCCRF e i punti contestati

Secondo quanto riportato dalle autorità francesi, l’indagine ha rilevato che alcune clausole contrattuali imposte da Carrefour ai franchisee violerebbero il Codice commerciale francese. In particolare, la DGCCRF ha chiesto al tribunale di:

  • dichiarare nulli e non validi diversi articoli dei contratti di franchising;
  • imporre la multa record di 200 milioni di euro considerando gli elementi contestati come pratiche contrarie alla normativa;
  • prevedere una penalità di 50.000 euro al giorno se Carrefour non apportasse le modifiche richieste nei termini contrattuali.

Il contenzioso blocca formalmente un gruppo di circa 200 franchisee contestanti – sui oltre 2.000 affiliati in Francia – che avevano già sollevato questioni legali alla fine del 2023.

Le principali critiche sui contratti

Secondo gli elementi posti all’attenzione del tribunale, le clausole contestate riguarderebbero:

  • Restrizioni sulle forniture e obblighi di approvvigionamento quasi esclusivo da Carrefour, con possibili limitazioni ai franchisee nel cercare fornitori alternativi;
  • Prezzi di rivendita consigliati o imposti che potrebbero risultare anti-competitivi o penalizzanti per i punti vendita affiliati;
  • Condizioni contrattuali potenzialmente squilibrate che ridurrebbero la libertà commerciale dei franchisee e avvantaggerebbero in misura eccessiva l’insegna principale.

Queste dinamiche sono state ritenute dalla DGCCRF incompatibili con gli standard di equilibrio commerciale previsti dalla legge francese.

La reazione di Carrefour

Carrefour ha respinto fermamente le accuse, sostenendo di aver fiducia nella validità e nell’equilibrio dei propri contratti di franchising. In un comunicato ufficiale, il gruppo ha affermato che la richiesta di sanzione è “pronunciata senza alcuna nuova informazione sul merito” e che la presunta multa “non trova fondamento nel reale impatto delle clausole contestate”.

L’azienda ha inoltre sottolineato che il modello di franchising è un elemento fondamentale della sua strategia commerciale, utilizzato ogni anno per aprire centinaia di nuovi negozi in Francia e sostenere la crescita della rete retail.

Impatto sul mercato e prospettiva legale

La prospettiva di una multa così elevata ha avuto ripercussioni anche sui mercati: dopo l’emersione della notizia, le azioni di Carrefour in Borsa hanno registrato un calo significativo, riflettendo l’apprensione degli investitori per le implicazioni legali e finanziarie della disputa.

Da parte sua, Carrefour continua a difendere il proprio modello, affermando che il contenzioso riguarda un numero limitato di affiliati e non intacca la solidità complessiva della rete di franchising.

Al momento non esiste alcuna conferma pubblica di un accordo transattivo tra Carrefour e i franchisee (cosa che si vocifera) per evitare il processo: le procedure legali sono in corso di sviluppo presso il tribunale competente e non risultano fonti ufficiali che attestino il pagamento di somme per evitare un verdetto. Anche le dichiarazioni societarie di Carrefour non menzionano pagamenti di questo tipo.

Conclusione

La controversia tra Carrefour e i franchisee in Francia rappresenta uno dei casi più rilevanti a livello europeo in materia di contratto di franchising e regole commerciali. La richiesta di sanzione da parte della DGCCRF, se confermata, potrebbe segnare un precedente significativo nella regolamentazione dei rapporti tra grandi gruppi e affiliati. In attesa del pronunciamento del Tribunale commerciale di Rennes, il gruppo continua a sostenere la validità del proprio modello e la corretta gestione delle relazioni con i partner della rete. Qual è la situazione in Italia?