Carlo Verdone festeggia i suoi 75 anni tornando protagonista alla Festa del Cinema di Roma 2025 con la stagione finale di Vita da Carlo, in uscita dal 28 novembre in esclusiva su Paramount+.
Un doppio evento per l’attore e regista romano, che in occasione del compleanno sarà anche “sindaco per un giorno” nella Capitale, ruolo che – racconta emozionato – “era stato affidato anche ad Alberto Sordi nel 2000, e questo mi ha molto commosso”.

Vita da Carlo – Stagione finale

La nuova stagione, intitolata semplicemente Vita da Carlo – Stagione finale, chiude il percorso autobiografico iniziato nel 2021, senza lasciare spazio a sequel.
La trama si apre con una gaffe “politicamente scorretta” pronunciata da Carlo durante il Festival di Sanremo, che scatena la gogna mediatica della cultura woke. Scosso dall’accaduto, l’artista si rifugia a Nizza, deciso a non tornare più a Roma.

Ma la quiete dura poco: quando il Centro Sperimentale di Cinematografia gli propone una cattedra di regia, Verdone accetta. Inizia così un percorso pieno di ostacoli, tra gap generazionali con i giovani allievi ventenni e un difficile rapporto con un collega, interpretato da Sergio Rubini, che lo detesta in segreto.

Le sue parole

“Girarci al Centro Sperimentale è stato un omaggio a mio padre, che lì fu dirigente per tanti anni, e ai giovani a cui dedico questa ultima serie, spiega Verdone.
“C’è una generazione di attori ventenni davvero in gamba, ma è un momento complicato, e i problemi li creano spesso i vecchi, non i ragazzi.

Tra ironia e riflessione, Vita da Carlo affronta temi attuali come il politicamente corretto, su cui Verdone non risparmia osservazioni pungenti:

“Ci sono cose ridicole, come ‘genitore uno’ e ‘genitore due’. Stiamo creando una grande confusione. Non si possono cancellare personaggi come Shakespeare perché patriarcale. La commedia all’italiana si fonda sulla scorrettezza: con questi principi sarebbe da buttare all’80%. Serve buonsenso, altrimenti diventa una dittatura dell’intelligenza da salotto.

Roma

Accanto alle riflessioni culturali, Verdone continua a guardare con amore alla sua Roma, pur non nascondendo critiche costruttive:

“Il sindaco Gualtieri sta facendo un buon lavoro in centro, ma le periferie restano trascurate. Se gli abitanti vedono che qualcuno si occupa di loro, ameranno di più i quartieri. Fare qualcosa per le periferie è essenziale.”

Con la sua consueta ironia, aggiunge un aneddoto:

“Devo dirglielo: in una traversa di via Cavour, dove abita Sergio Rubini, è tutto buio. Per andare a cena da lui è stato un incubo, tre ore per capire dove fossi!”

Tra autobiografia, satira sociale e omaggio alla sua città, Vita da Carlo – Stagione finale promette di essere un addio sincero, ironico e malinconico al tempo stesso.
Un Verdone più maturo, ma ancora capace di guardare la realtà con lucidità e umanità, chiude così una delle serie più autentiche della commedia italiana contemporanea.