La 79esima edizione del Festival di Cannes si è chiusa con una scelta chiara: premiare il cinema internazionale più audace e lontano dalle grandi produzioni hollywoodiane.
L’edizione 2026 della kermesse francese ha infatti dato spazio a pellicole indipendenti, opere d’autore e racconti intensi che hanno conquistato critica e pubblico. Una scelta coraggiosa che ha trasformato questo Cannes in uno dei più particolari degli ultimi anni.
A guidare la giuria è stato il regista sudcoreano Park Chan-wook, affiancato da nomi prestigiosi come Demi Moore, Chloé Zhao, Stellan Skarsgård e Ruth Negga.
Tutti i vincitori del Festival di Cannes 2026
A trionfare è stato “Fjord”, vincitore della Palma d’Oro e tra i film più discussi dell’intera manifestazione. La pellicola ha convinto per il suo racconto magnetico e per la capacità di affrontare temi familiari e sociali con grande intensità emotiva.
Tra gli altri premi principali:
- Palma d’Oro: Fjord
- Gran Premio della Giuria: Minotauro di Andreï Zvyagintsev
- Miglior regia ex aequo: Javier Calvo e Javier Ambrossi per La Bola Negra e Paweł Pawlikowski per Fatherland
- Migliore sceneggiatura: Notre Salut di Emmanuel Marre
- Migliore attrice ex aequo: Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden
- Miglior attore ex aequo: Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward
- Premio Speciale della Giuria: L’avventura sognata di Valeska Grisebach
- Camera d’Or: Ben’Imana di Marie Clementine Dusabejambo
I film che hanno conquistato Cannes
Tra le sorprese più applaudite del festival spicca “Hope”, il kolossal coreano diretto da Na Hong-jin. Thriller, horror e fantascienza si mescolano in una storia ambientata vicino alla zona demilitarizzata tra Corea del Sud e Corea del Nord, dove un’indagine si trasforma in un’invasione aliena.
Grande attenzione anche per “Paper Tiger” di James Gray, uno dei pochi titoli hollywoodiani presenti in concorso. Il film, ambientato nella New York degli anni ’80, può contare su un cast stellare con Scarlett Johansson, Miles Teller e Adam Driver.
Standing ovation di oltre dieci minuti invece per “The Birthday Party” con Willem Dafoe, thriller psicologico ambientato durante una festa esclusiva su un’isola privata destinata a trasformarsi in un incubo.
Il Cannes più queer e politico degli ultimi anni
Questa edizione del Festival di Cannes verrà ricordata anche per la forte presenza di film queer e opere capaci di affrontare i conflitti e le tensioni internazionali contemporanee.
Tra i titoli più apprezzati c’è stato “La Bola Negra”, ispirato all’opera di Federico García Lorca e definito dalla critica come un affresco storico omosessuale potente, emozionante e ambizioso.
Molto apprezzato anche “Fatherland” di Paweł Pawlikowski, ambientato nella Germania del 1949 e incentrato sul viaggio dello scrittore Thomas Mann e della figlia Erika in un’Europa ancora devastata dalla guerra.
Un festival che guarda al futuro del cinema
L’assenza delle grandi produzioni americane non ha indebolito Cannes 2026, ma ha anzi permesso al festival di riscoprire il suo lato più autoriale e sperimentale.
Tra nuove voci, storie intime e cinema politico, questa edizione ha dimostrato che il pubblico è ancora pronto a lasciarsi sorprendere da opere meno commerciali ma artisticamente molto forti.