La Palma d’Oro a Cristian Mungiu
È Fjord del regista romeno Cristian Mungiu il vincitore della Palma d’Oro della 79ª edizione del Festival di Cannes 2026. Per il cineasta si tratta del secondo trionfo sulla Croisette, diciannove anni dopo il successo ottenuto con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. Nel film, interpretato da Sebastian Stan e Renate Reinsve, viene raccontata la storia di una coppia di immigrati accusata per il modo in cui cresce i propri figli, in una riflessione intensa sulle divisioni sociali e culturali del presente.
Un festival segnato da guerra e diritti umani
La cerimonia di chiusura è stata attraversata da continui richiami all’attualità internazionale, tra guerre, discriminazioni e libertà civili. Nel suo discorso di ringraziamento, Cristian Mungiu ha parlato di società “sempre più frammentate e radicalizzate”, definendo il suo film “un impegno contro ogni forma di fondamentalismo”. Parole che hanno trasformato il palco di Cannes in uno spazio di riflessione politica e umana, dove il cinema è stato raccontato come strumento di inclusione, empatia e resistenza culturale.
L’appello di Zviagyntsev contro la guerra
Tra i momenti più forti della serata c’è stato l’intervento del regista dissidente russo Andrei Zvyagintsev, premiato con il Grand Prix per Minotaur. Dal palco il cineasta ha lanciato un appello diretto a Vladimir Putin chiedendo la fine della guerra e delle violenze. Un momento che ha segnato profondamente la cerimonia, confermando il ruolo del festival come luogo di confronto non soltanto artistico ma anche civile.
Ex aequo e premi tra emozione e impegno sociale
La serata è stata caratterizzata anche da numerosi ex aequo. Il premio per la regia è andato a Javier Ambrossi e Javier Calvo per La bola negra e a Paweł Pawlikowski per Fatherland. Premiati anche Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden, insieme ai giovani Emmanuel Macchia e Valentin Campagne protagonisti di Coward, storia di un amore omosessuale nato al fronte.
Barbra Streisand e il cinema come rifugio
Grande emozione anche per l’omaggio a Barbra Streisand, premiata con la Palma d’Oro onoraria. A celebrarla sul palco è stata Isabelle Huppert, che ha ricordato l’impegno dell’artista per i diritti delle donne e della comunità LGBTQ+. In un videomessaggio, Streisand ha definito il cinema “una forza capace di unirci e aprire i nostri cuori”. Una conclusione perfetta per un Festival di Cannes che quest’anno ha mostrato come il cinema possa ancora raccontare il mondo, denunciarne le ferite e difendere libertà e umanità.