La 79ª edizione del Festival di Cannes si prepara a portare sulla Croisette una delle selezioni più prestigiose e sorprendenti degli ultimi anni. Ventidue film in concorso, grandi autori internazionali, drammi storici, thriller psicologici, fantascienza e racconti autobiografici compongono un programma che esplora fragilità umane, identità e possibilità di rinascita.
Un’edizione particolarmente forte sul piano autoriale, nonostante l’assenza dell’Italia dal concorso ufficiale.
Da Pedro Almodóvar a James Gray: i grandi nomi in gara
Tra i titoli più attesi spicca Amarga Navidad di Pedro Almodóvar, che racconta il viaggio emotivo di un regista alle prese con crisi creativa, relazioni sentimentali e autofiction.
Grande attesa anche per Paper Tiger di James Gray, thriller criminale che segue due fratelli intrappolati in un pericoloso piano della mafia russa mentre inseguono il sogno americano.
Tra i registi più apprezzati del cinema contemporaneo torna anche Asghar Farhadi con Histoires Parallèles, un thriller psicologico che mescola voyeurismo, narrativa e realtà.
Il cinema asiatico protagonista sulla Croisette
La selezione 2026 conferma la centralità del cinema asiatico nel panorama internazionale. Hirokazu Kore-eda presenta Sheep in the Box, una storia intensa e futuristica su una coppia che accoglie un neonato robot umanoide dopo la perdita del figlio.
Torna anche Ryūsuke Hamaguchi con All of a Sudden, adattamento dell’omonimo libro dedicato alla riflessione sulla malattia e sul rapporto umano.
Tra i titoli più enigmatici figura Hope del regista sudcoreano Na Hong-jin, thriller fantascientifico ambientato in una città portuale minacciata da una presenza sconosciuta.
Storie intime, identità e trasformazioni
Molti dei film in concorso affrontano temi legati all’identità personale, ai rapporti familiari e alla trasformazione emotiva.
L’Inconnue di Arthur Harari racconta la surreale esperienza di un fotografo che si risveglia nel corpo di una sconosciuta.
In Garance, la regista Jeanne Herry segue il percorso autodistruttivo di una giovane attrice alcolista nel corso di otto anni.
The Man I Love di Ira Sachs porta invece il pubblico nella New York degli anni Ottanta, tra arte, amore e malattia.
Guerra, memoria e tensioni sociali al centro del concorso
La memoria storica e i conflitti sociali emergono in diversi titoli della selezione.
Moulin di László Nemes ripercorre la vita di Jean Moulin, simbolo della Resistenza francese.
Coward di Lukas Dhont, ambientato durante la Prima guerra mondiale, affronta invece i temi dell’identità, del coraggio e della fragilità maschile.
Con Fatherland, Pawel Pawlikowski porta sullo schermo un viaggio nella Germania del dopoguerra attraverso gli occhi dello scrittore Thomas Mann e della figlia Erika.
Una Cannes sempre più internazionale e autoriale
Dalla fantascienza ai drammi psicologici, passando per il cinema queer, storico e autobiografico, il Festival di Cannes 2026 promette un concorso estremamente vario e sofisticato.
Tra opere intime e grandi visioni cinematografiche, la Croisette si conferma ancora una volta il centro mondiale del cinema d’autore, pronta a ospitare alcuni dei registi più influenti della scena contemporanea internazionale.