Roma, dal nostro inviato Massimo Marcelli
È stato uno dei momenti più toccanti della serata alla Festa del Cinema di Roma: Brian Cox, amatissimo attore scozzese noto al grande pubblico per il suo ruolo di Logan Roy nella serie HBO Succession, ha condiviso con il pubblico un’intensa riflessione personale, tra ricordi di un’infanzia spezzata e un nuovo progetto cinematografico ambientato nel cuore delle Highland scozzesi.
Un ritorno alle origini tra dolore e poesia
In un incontro molto atteso, Brian Cox ha raccontato del suo nuovo lavoro che unisce memoria, folklore e paesaggi scozzesi: un film ambientato in una distilleria di whisky, che diventa il teatro metaforico dei suoi fantasmi familiari. Un’opera intima, tra autobiografia e suggestioni spirituali.
“Crescere senza padre e con una madre mentalmente instabile ha lasciato cicatrici profonde,” ha dichiarato Cox, “ma raccontare queste ferite attraverso il cinema mi permette di rielaborarle, e forse, di guarire”.

Foto: Massimo Marcelli
Una distilleria come luogo dell’anima
La distilleria scozzese dove è ambientata la storia non è solo un luogo fisico, ma un simbolo: alcol come fuga, tradizione, ma anche come ponte tra generazioni. Il whisky, prodotto con pazienza e silenzio, diventa metafora dell’elaborazione del dolore.
La pellicola – di cui Cox è anche produttore esecutivo – esplora il concetto di memoria ereditata, con un protagonista che torna nella distilleria di famiglia dopo decenni per affrontare i fantasmi del passato.

Foto: Massimo Marcelli
Succession e oltre: la rinascita di un attore
Dopo il clamoroso successo di Succession, Cox si è reinventato come narratore e custode delle proprie radici. La sua apparizione a Roma ha mostrato un lato umano, lontano dalla freddezza del magnate Logan Roy.
La sua narrazione, profonda e commovente, ha emozionato la platea, che ha reagito con lunghi applausi e un rispetto tangibile.

Foto: Massimo Marcelli
La Scozia come personaggio
Il paesaggio delle Highland non è solo sfondo, ma vero e proprio personaggio nel film. Il vento, la nebbia, le colline verdi e le pietre antiche diventano testimoni silenziosi delle vicende familiari e delle memorie traumatiche.
Brian Cox ha descritto le riprese come “un’esperienza catartica”, in cui ogni luogo evocava sensazioni sopite e ricordi dimenticati.
La presenza di Brian Cox alla Festa del Cinema di Roma 2025 non è stata soltanto un momento di glamour, ma un’occasione rara di ascoltare una storia autentica, dolorosa, universale. Un racconto che unisce l’arte della recitazione con il coraggio di affrontare i propri demoni interiori.
Il suo nuovo progetto promette di essere una delle uscite più toccanti del prossimo anno, capace di parlare a tutti coloro che hanno cercato, almeno una volta nella vita, di fare pace con il proprio passato.