Franco Maresco torna a far parlare di sé con il suo nuovo, attesissimo lavoro: Un film fatto per Bene. L’opera sarà presentata in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e arriverà nelle sale italiane a partire dal 5 settembre 2025. Con il suo stile inconfondibile, tagliente e fuori dagli schemi, Maresco rende omaggio – a modo suo – a una delle figure più geniali, contraddittorie e inclassificabili della scena artistica italiana: Carmelo Bene.
Maresco tra cinema e autolesionismo: “Stavolta ho paura di non uscirne intero”
“A tempo mi sono accorto che ogni mio film non è stato altro che una trappola in cui mi andavo a infilare con impietoso autolesionismo. Stavolta, però, ho paura che non ne uscirò bene, diciamo tutto d’un pezzo”. Con queste parole, ironiche e amare, Maresco presenta il suo film. Un progetto nato tra imprevisti e tensioni produttive, che sembra trasformarsi in un’autobiografia mascherata, specchio del caos creativo dell’autore.
L’ammissione personale si mescola al rimpianto, con un riferimento teneramente sarcastico alla signorina Filomena, sua ex maestra delle elementari, e alla proverbiale gatta che “ci lascia lo zampino”. Ma come ammette lo stesso regista: «Ormai è tardi per pentirsi. Tra l’altro nel frattempo il lardo è pure finito”.
Un film nel film: Carmelo Bene, il caos sul set e la fuga di Maresco
La trama è una matrioska: durante le riprese del film su Carmelo Bene, l’ennesimo incidente blocca tutto. Il produttore Andrea Occhipinti decide di interrompere il progetto, esasperato da ritardi e ciak infiniti. Maresco, a sua volta, accusa la produzione di “filmicidio” e sparisce. A tentare di ricostruire i pezzi è Umberto Cantone, amico di lunga data del regista, che dà vita a un’indagine tra testimonianze, memorie e riflessioni sulla figura di Carmelo Bene e sull’anima più corrosiva del cinema italiano.
Rabbia, orrore e cinema: il manifesto di un autore apocalittico
Franco Maresco, già autore di cult come Belluscone e La mafia non è più quella di una volta, sembra voler usare questo film come valvola di sfogo. Un’opera che diventa “il solo modo per dare forma alla rabbia e all’orrore che provo per questo mondo di merda”. Provocatorio, disturbante, ironico fino all’autodistruzione, Un film fatto per Bene promette di essere uno degli eventi cinematografici più discussi dell’anno.