Altro che rockstar: al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 il vero fenomeno di massa si chiama Alessandro Barbero. L’Auditorium del Lingotto, solitamente riservato ai grandi nomi della musica, registra un clamoroso sold out da 1600 persone per l’incontro con il celebre storico medievale. E a sorprendere ancora di più è il pubblico: moltissimi giovani e tantissimi under 35.
Tra file interminabili e copie consumate dei suoi libri, la “febbre Barbero” conquista il Salone del Libro 2026 trasformando una lezione di storia in un vero evento pop culturale.
Il fenomeno Barbero conquista i giovani
L’entusiasmo attorno allo storico è tale che, pochi minuti prima dell’inizio dell’incontro, sugli schermi dell’Auditorium viene trasmesso perfino il backstage del professore mentre attende di salire sul palco.
C’è chi sfoglia avidamente La battaglia di Lepanto e chi aspetta semplicemente di ascoltare il professore raccontare aneddoti, libri e passioni con il suo stile coinvolgente e ironico.
L’evento nasce da un format ideato da Giuseppe Laterza dal titolo “I quattro libri che mi hanno cambiato la vita”, disponibile anche online sul sito della casa editrice Laterza.
I libri che hanno cambiato la vita di Barbero
Il primo titolo scelto da Barbero sorprende il pubblico: Napoleone. Il sogno infranto di un’Europa unita dello storico francese Hilaire Belloc.
“Ce l’ho ancora vicino al comodino”, racconta lo storico con entusiasmo, spiegando come da ragazzo fosse affascinato dalla storia militare e dalle imprese napoleoniche.
Quel libro influenzò profondamente anche la sua carriera letteraria, fino a ispirare il romanzo Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo, vincitore del Premio Strega nel 1996.
Dal Medioevo a Bulgakov: la passione per la letteratura
Tra le opere fondamentali nella formazione di Barbero c’è anche La società feudale di Marc Bloch, testo che lo spinse definitivamente verso lo studio del Medioevo.
Lo storico ha poi regalato al pubblico una riflessione appassionata sul mestiere dello storico: per comprendere il Medioevo, ha spiegato, bisogna “collegare i puntini”, formulare ipotesi e ricostruire il passato attraverso tracce spesso incomplete.
Non manca poi spazio per la letteratura più ironica e provocatoria con Gargantua e Pantagruele, definito da Barbero “pazzescamente divertente” e ancora oggi tra le sue letture preferite prima di dormire.
“Il Maestro e Margherita” e l’amore per la letteratura russa
A chiudere la lista dei libri più importanti della sua vita è Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov.
Per Barbero si tratta di un’opera fondamentale, capace di consolidare il suo amore per la letteratura russa, che considera “la più importante di tutte”.
Tra applausi, citazioni a memoria e riflessioni appassionate, Alessandro Barbero conferma ancora una volta di essere molto più di uno storico: un autentico fenomeno culturale capace di avvicinare migliaia di giovani alla storia e alla lettura.