La rinascita internazionale della Biennale di Venezia porta la firma di Alberto Barbera. Non è solo una questione di numeri o di red carpet: è una questione di visione, di intuito, di autorevolezza culturale.

Sotto la sua guida, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è tornata a essere il primo grande snodo della stagione cinematografica mondiale. Oggi, chi ambisce agli Academy Awards guarda a Venezia come al trampolino ideale.

L’intuito che anticipa la stagione dei premi

Barbera ha dimostrato negli anni una capacità rara: intercettare opere destinate a lasciare il segno. Film che non solo conquistano la critica, ma arrivano fino alla notte degli Oscar, spesso da protagonisti.

Tra i casi più emblematici:

  • La La Land di Damien Chazelle, presentato in apertura a Venezia 2016, vincitore di 6 Premi Oscar.
  • The Shape of Water di Guillermo del Toro, Leone d’Oro a Venezia e poi Oscar come Miglior Film.
  • Joker di Todd Phillips, Leone d’Oro e doppio Oscar, con Joaquin Phoenix premiato come Miglior Attore.
  • Nomadland di Chloé Zhao, Leone d’Oro e poi trionfatore agli Oscar come Miglior Film e Miglior Regia.
  • The Whale di Darren Aronofsky, che ha portato Brendan Fraser alla vittoria dell’Oscar come Miglior Attore.
  • Poor Things di Yorgos Lanthimos, Leone d’Oro e pluripremiato agli Oscar 2024.

Un percorso che dimostra come Venezia sia diventata una piattaforma strategica per l’industria cinematografica internazionale. Non più soltanto un festival storico, ma il primo grande palcoscenico globale della stagione dei premi.

Una carriera costruita sul cinema

Torinese, laureato in Lettere Moderne con una tesi in Storia e Critica del Cinema, Barbera ha costruito la sua autorevolezza tra critica, direzione artistica e gestione culturale.

È membro della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’istituzione che assegna gli Oscar, ed è stato premiato dalla rivista Variety per il suo contributo internazionale al cinema.

Le sue qualità sono evidenti: rigore nella selezione, apertura ai nuovi talenti, capacità di dialogare con le grandi produzioni senza sacrificare il cinema d’autore.

Perché merita la riconferma

La riconferma di Alberto Barbera non è solo un riconoscimento personale, ma una scelta strategica per il futuro della Biennale.

Ha restituito centralità a Venezia, trasformandola in crocevia imprescindibile per Hollywood e per il cinema mondiale. Ha dimostrato che tradizione e innovazione possono convivere. Ha saputo rendere la Mostra un luogo dove si anticipano i vincitori degli Oscar, non semplicemente dove si celebrano film.

Con Barbera alla guida, Venezia non segue il cinema mondiale: lo orienta. E per questo la sua conferma appare non solo meritata, ma necessaria.