Sfuma in semifinale il sogno Australian Open di Jannik Sinner, sconfitto al quinto set da un Novak Djokovic leggendario, capace ancora una volta di piegare il tempo, la fatica e un avversario straordinario. Il campione serbo si impone con il punteggio di 6-3, 3-6, 6-4, 4-6, 6-4 e conquista l’undicesima finale a Melbourne, la 38ª finale Slam della carriera.

Una partita epica, conclusa oltre le due del mattino, che ha esaltato la Rod Laver Arena e confermato Djokovic come l’icona assoluta del tennis moderno, nonostante la prova di altissimo livello offerta dall’azzurro, capace di firmare anche il record personale di ace in uno Slam.

“Grazie a Jannik per avermi permesso di vincere una partita. Grazie a chi è rimasto qui fino alle due del mattino”, ha detto Djokovic. “Questa è forse la vittoria più bella della mia carriera in Australia”.

IL MOMENTO CHIAVE – QUINTO SET, 4-3 DJOKOVIC

Il punto di svolta arriva nel quinto set, sul 4-3 Djokovic, con il serbo alla battuta per il possibile 5-3.
Djokovic sale rapidamente 40-0, sembra pronto a chiudere mentalmente il match, ma proprio lì Sinner cambia marcia.

Con una prima di servizio sbagliata, l’azzurro è costretto a giocare la seconda, ma non arretra di un centimetro: entra nello scambio, alza il ritmo, costringe Djokovic all’errore e rimonta punto su punto, ribaltando il game e riaprendo completamente il set.

È il momento in cui Sinner dimostra maturità, coraggio e personalità, portando Djokovic al limite come raramente era accaduto a Melbourne. Ma è anche il frangente in cui emerge la differenza tra un grande campione e una leggenda senza tempo.

Djokovic resiste, stringe i denti, alza la qualità nei game successivi e chiude il set 6-4, conquistando la finale.

DJOKOVIC: “SINNER MI HA SPINTO AL LIMITE”

“Non riesco a trovare le parole, l’intensità e la qualità del tennis sono state altissime”, ha spiegato il serbo.
“Jannik è un giocatore incredibile, mi ha spinto davvero al limite. Sinner e Alcaraz giocano a un livello super, ma non è impossibile batterli. Anche io so giocare a quel livello”.

A 38 anni e 241 giorni, Djokovic diventa il finalista più anziano nella storia degli Australian Open nell’era Open, superando il record di Ken Rosewall, e domenica andrà a caccia del 25° Slam.

ALCARAZ, CINQUE ORE DI SOFFERENZA E GLORIA

Nell’altra semifinale, Carlos Alcaraz conquista la finale dopo una vera e propria maratona di 5 ore e 27 minuti contro Alexander Zverev, vinta 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5 nonostante crampi, dolore muscolare e momenti di grande difficoltà fisica.

“Come ho fatto? Credendoci”, ha detto lo spagnolo. “Sapevo che avrei avuto le mie occasioni”.

Domenica mattina, contro Djokovic, Alcaraz avrà la possibilità di giocarsi lo Slam di carriera, ma davanti troverà un avversario che a Melbourne non ha mai perso una finale.

UNA FINALE DA STORIA DEL TENNIS

Djokovic contro Alcaraz non è solo una finale Slam: è passato contro futuro, esperienza contro potenza, leggenda contro fenomeno.
E se Sinner esce a testa altissima, con il pubblico in piedi e un record personale di ace, Djokovic dimostra ancora una volta perché, anche oggi, è lui il metro di paragone del tennis mondiale.