Alle 18:47 ora locale di domenica 14 dicembre 2025, durante la cerimonia di accensione della prima candela di Hanukkah, due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla radunata sulla spiaggia nei pressi del Bondi Pavilion. Secondo le autorità di polizia del Nuovo Galles del Sud, l’attacco è immediatamente dichiarato un atto terroristico mirato alla comunità ebraica di Sydney.

Almeno 12 persone uccise e 29 sono rimaste ferite, tra cui civili e agenti di polizia che intervenivano per fermare gli aggressori. La polizia ha confermato che uno dei due sospetti è stato ucciso sul posto, mentre l’altro è ferito, arrestato e trattenuto in custodia.

Fonti locali riportano anche il ritrovamento di dispositivi esplosivi in un veicolo vicino alla scena, successivamente neutralizzati dagli artificieri.

Colpita una celebrazione religiosa

La sparatoria ha avuto luogo mentre circa 2.000 persone erano riunite per celebrare Hanukkah, una delle festività più importanti della tradizione ebraica, simbolo di luce e speranza. A Bondi Beach, luogo turistico e simbolico della città, si stava svolgendo l’evento conosciuto come “Chanukah by the Sea” – una festa che attira fedeli e famiglie ogni anno.

Vittime e identità

Tra le vittime dell’attacco, secondo fonti attendibili, ci sono cittadini locali e membri della comunità ebraica. È riportato che il rabbino Eli Schlanger, emissario del movimento Chabad a Sydney, ucciso durante l’attacco. Altre persone, tra cui un sopravvissuto all’Olocausto residente in Australia, sono gravemente ferite o uccise, secondo i primi resoconti.

Reazioni e condanne internazionali

L’attentato ha suscitato una condanna pressoché unanime da governi, leader religiosi e organizzazioni internazionali:

  • Il Premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha definito l’attacco “progettato per colpire la comunità ebraica”.
  • Il Presidente di Israele, Isaac Herzog, ha espresso profonda solidarietà alla comunità ebraica di Sydney e ha condannato fermamente l’odio antisemita.
  • Capi di governo e leader religiosi in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Australia hanno ribadito la necessità di combattere con decisione l’antisemitismo e tutte le forme di odio violento.

Queste reazioni evidenziano la portata globale dell’episodio, percepito non solo come un attacco locale ma come un grave segnale della crescita dell’odio antiebraico a livello mondiale.

Antisemitismo in aumento: un fenomeno preoccupante

Purtroppo, l’attacco di Sydney si inserisce in un contesto più ampio di crescita preoccupante degli episodi antisemiti nel mondo. Negli ultimi anni, organizzazioni internazionali e istituzioni hanno registrato un aumento di vandalismi, atti di odio e violenze fisiche contro le comunità ebraiche in molte nazioni. Questo trend è segnalato anche in Italia, dove recenti episodi di vandalismo contro sinagoghe e simboli religiosi hanno suscitato allarme e richieste di interventi concreti.

Solidarietà e richieste di azione

Nel suo comunicato, il Centro Studi LIREC ha espresso profonda solidarietà alla comunità ebraica di Sydney e all’intera comunità ebraica internazionale, sottolineando l’importanza di condannare con fermezza qualsiasi forma di odio, discriminazione e violenza. Il comunicato richiama all’urgenza di un impegno collettivo di istituzioni, media e difensori dei diritti umani per contrastare l’antisemitismo e il razzismo in tutte le loro forme.

L’attacco terroristico di Sydney rappresenta non solo una tragedia umana ma anche un monito sulla fragilità della convivenza e sulla pericolosa crescita dell’odio antisemita. La risposta della comunità internazionale, unita alla solidarietà espressa da organizzazioni come LIREC, evidenziano l’urgenza di rafforzare le iniziative per garantire sicurezza, rispetto e diritti per tutte le comunità religiose.