La 76ª edizione del Festival di Sanremo ha visto Arisa tornare sul palco che l’ha vista trionfare nel 2014 con una nuova canzone, una performance intensa e una presenza scenica curata nei minimi dettagli. Con sette partecipazioni alle spalle, la cantante romana ribadisce anche quest’anno la sua poliedrica cifra artistica e la capacità di emozionare il pubblico dell’Ariston.
La canzone in gara: “Magica favola”
Arisa partecipa al Festival di Sanremo 2026 con “Magica favola”, un brano che nasce come vero e proprio racconto di vita e consapevolezza. La canzone, scritta dalla stessa Arisa insieme a collaboratori fidati, è stata pensata come un “abbraccio” al pubblico e come un modo per raccontare con sincerità le proprie esperienze e le trasformazioni interiori che accompagnano il percorso umano e artistico.
Nel testo emergono immagini di crescita, dolori e desideri che si intrecciano in un racconto evocativo e intimo: da bambina con le bambole a donna consapevole, pronta ad affrontare il mondo con autenticità e forza d’animo.
La prima serata – L’esordio di “Magica favola” all’Ariston
Arisa ha aperto il suo percorso sanremese nella prima serata del Festival esibendosi con Magica favola in scaletta tra gli altri Big in gara. La performance live si è distinta per la sua intensità interpretativa, mettendo in evidenza la profondità emotiva del brano.
La canzone è stata accolta con interesse fin dalle prime battute della gara, tanto da collocarsi tra i nomi più discussi della prima serata, con molti commenti positivi per il suo stile unico e il contrasto con alcune hit più mainstream del Festival.
La quarta serata – omaggio a un classico con “Quello che le donne non dicono”
Nella serata delle cover, Arisa ha scelto di rendere omaggio a uno dei brani più iconici della musica italiana: “Quello che le donne non dicono”, interpretato originariamente da Fiorella Mannoia nel 1987.
Accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma e con un arrangiamento solenne curato dal Maestro Roberto Molinelli, Arisa ha trasformato il classico in un momento di grande intensità emotiva. L’esibizione – accolta da una lunga ovazione – ha messo in luce la sua capacità di reinterpretare il repertorio italiano con profondità e rispetto per il testo originale.
Arisa si racconta: tra cuore, indipendenza e musica
In conferenza stampa Arisa ha parlato anche della sua vita e del rapporto con le relazioni sentimentali, spiegando in modo molto sincero come Magica favola sia anche il riflesso di una maturità personale raggiunta nel tempo. “Ci sono cose che mi fanno stare male… sto bene da sola con la musica e i miei affetti”, ha dichiarato, aggiungendo elementi di autenticità alla sua presenza sul palco.
Il percorso al Festival: ascolti e visibilità
La partecipazione di Arisa alla terza serata del Festival, dove ha cantato il suo brano in gara, ha contribuito al successo di audience dell’intera serata, che ha visto una media di oltre 9,5 milioni di telespettatori e il 60,6% di share su Rai1.
Il riscontro del pubblico e dei media sottolinea come Arisa sia tra i protagonisti più apprezzati di questa edizione, con una combinazione di performance e presenza scenica che continua ad attirare l’attenzione.
Stile e presenza scenica: la “Magica favola” dell’immagine
Oltre alla musica, Arisa ha colpito anche per la cura dei look scelti per le serate del Festival. Nella prima serata, ad esempio, ha indossato un outfit luminoso, pensato come una “pioggia di cristalli” che riflette il senso di rinascita e luce evocato dal suo brano.
Questa attenzione estetica ha accompagnato il suo percorso artistico, contribuendo all’immagine complessiva di una performer completa e consapevole.
Una carriera che parla attraverso Sanremo
Per Arisa Sanremo 2026 non è solo una competizione musicale: è una tappa di un percorso più ampio di crescita personale e professionale. La scelta di Magica favola e la qualità dell’interpretazione di Quello che le donne non dicono mostrano una cantante capace di fondere tecnica, emozione e identità artistica in modo unico.
Non resta che attendere la finale di sabato 28 febbraio, mentre il pubblico continua a discutere e celebrare il contributo di Arisa a un’edizione già ricca di momenti memorabili.