Antonio Capuano torna a Venezia 82 con “L’isola di Andrea”: un film sull’infanzia dimenticata

Dopo cinque anni di silenzio, Antonio Capuano torna dietro la macchina da presa con “L’isola di Andrea”, presentato Fuori Concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un film che nasce da una dedica:

“Ho scritto prima a Edoardo Bennato, gli ho detto grazie per il racconto dell’Isola che non c’è”.
Il titolo è infatti un omaggio esplicito alla celebre canzone di Bennato, che viene anche citata apertamente nel finale. Il piccolo Andrea, protagonista del film, grida in camera tutto il dolore di un bambino lasciato solo dalla società degli adulti.

Il film: una separazione raccontata attraverso gli occhi dell’infanzia

“L’isola di Andrea” segue con grande sobrietà il processo giudiziario di una coppia separata, interpretata da Vinicio Marchioni e Teresa Saponangelo, che si contende l’affidamento del figlio Andrea (Andrea Migliucci). Le scene si svolgono tra perizie psicologiche, udienze legali e momenti di quotidianità, raccontando l’assurdità e la disumanità delle dinamiche legali che circondano il concetto di genitorialità.

“Due adulti si ammazzano per avere l’amore di un bambino che non possono più condividere… Non si accorgono che proprio il bambino potrebbe dargli vita”, dice Capuano.

L’isola, per Andrea, non esiste più. Non è mai esistita.

Teresa Saponangelo: “Un film sull’incomunicabilità che parla a tutti”

Teresa Saponangelo, alla sua quarta collaborazione con Capuano, racconta:

“È un film sull’incomunicabilità, ma già raccontarla è qualcosa. Mi ha permesso di universalizzare il tema, di vedere da lontano il dolore della separazione. Spero spinga le persone a separarsi in modo diverso”.

Sottolinea come il film metta in discussione l’apparato giudiziario, spesso più dannoso che utile, e la normalizzazione di perizie e liti tra avvocati:

“Essere genitori è un’impresa, a prescindere. E queste perizie al 90% sono tutte uguali”.

Vinicio Marchioni: “Capuano ti lancia nel vuoto… e ti dice: divertiti”

Anche Vinicio Marchioni racconta l’impatto di lavorare con il metodo fuori dagli schemi di Capuano:

“Ti toglie tutta l’erba gramigna che questo mestiere ti fa crescere sotto i piedi. Ti mette a 500 metri di altezza appeso a un filo, senza rete sotto, e ti dice: divertiti.”

Suo il ruolo di un padre che “non vuole esserci, ma non può tirarsi fuori”. Un uomo normale, fragile, di cristallo.

Capuano e l’infanzia: “I bambini sono Dei, noi li nascondiamo”

A 85 anni, Capuano mantiene intatto il suo spirito anarchico e giocoso:

“Durante il film abbiamo giocato come dei bambini. I bambini sono sempre al centro di tutto. Noi li nascondiamo, perché disturbano la nostra quiete e la carriera.”

Un cinema che non dimentica i bambini, anzi li mette al centro come specchio della società adulta. Secondo Capuano, il mondo ha bisogno di recuperare la vertigine dell’infanzia:

“I bambini posseggono quel qualcosa di vertiginoso che man mano si appiattisce. Dovremmo restare sempre bambini e rendere la società anarchica e bellissima.”

Uscita in sala: 2 ottobre con Europictures

Dopo il passaggio a Venezia 82, “L’isola di Andrea” uscirà nei cinema italiani il 2 ottobre, distribuito da Europictures.

Un film urgente, emotivo, potente. Che guarda ai bambini non come oggetti di contesa, ma come portatori di verità che gli adulti si ostinano a ignorare.