Il 21 marzo 1956, Anna Magnani entra nella storia: è la prima attrice italiana a vincere l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per La rosa tatuata. Una notte che avrebbe cambiato il corso della sua carriera, ma che lei passò lontano da Hollywood, tra i vicoli e le piazze di Roma, in mezzo al suo popolo, ai suoi amati gatti, e con accanto una giovane donna che diventerà parte della sua vita professionale: Carol Levi.
Da quella notte iconica prende il via Anna, esordio alla regia di Monica Guerritore, che firma anche la sceneggiatura e veste i panni della stessa Magnani in un’interpretazione intensa, fisica, vibrante.
Un film che racconta la donna dietro il mito
Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025, nella sezione Grand Public, Anna sarà distribuito nelle sale italiane da Notorious Pictures a partire dal 6 novembre.
Accanto a Monica Guerritore nel cast troviamo:
- Tommaso Ragno nel ruolo di Roberto Rossellini
- Lucia Mascino nei panni di Carol Levi
Il film ha un impianto visivo quasi teatrale, scelto non per caso: tutta la storia si svolge all’interno della casa di Nannarella, un luogo simbolico dove si agitano emozioni, dolori e furie, ma anche ricordi e gesti di amore materno.
Anna Magnani: artista, madre, donna vulnerabile
“Pensiamo di sapere tutto di Anna Magnani”, racconta Monica Guerritore, “ma quello che conosciamo è solo ciò che appare, la parte professionale, scolpita nel nostro immaginario. Io ho voluto immergermi in profondità, come un palombaro, per cercare di capire cosa c’è dietro quel suo sguardo particolare”.
Il film, infatti, non è un semplice biopic, ma un viaggio nell’interiorità di una donna profondamente libera e altrettanto tormentata: il dolore per l’amore finito con Rossellini, la preoccupazione per il figlio malato, la tensione continua tra carriera e maternità, la solitudine e la dignità.
Un’icona italiana, eterna e attuale
Nannarella fu l’antidiva per eccellenza. Con il suo volto non convenzionale, la sua voce roca, lo sguardo che trapassa la macchina da presa, ha saputo portare sullo schermo la verità delle donne, quelle vere, lontane dai cliché.
Il film di Guerritore è anche un omaggio al cinema del dopoguerra, a Cinecittà, ai legami intensi e ai tradimenti brucianti. Un’opera che affonda le radici nella memoria collettiva, ma si apre a nuove generazioni, offrendo uno sguardo moderno su una figura complessa e rivoluzionaria.
