Il cinema non è mai rimasto uguale a se stesso. E i festival devono evolversi con lui, anticipando le trasformazioni per non restare indietro. È questa la posizione di Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, intervenuto all’Università Cattolica del Sacro Cuore durante l’iniziativa “Incontri da Festival”.
Al centro del dibattito, l’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema, tema sempre più discusso tra registi, produttori, sindacati e analisti del settore.
IA al Festival di Venezia? “Forse in futuro”
“Lo scorso ottobre mi sono interrogato sull’intelligenza artificiale e se potesse valere la pena dedicare una nuova sezione del festival a questo tema”, ha spiegato Barbera.
Dopo un approfondimento, la decisione: per ora è prematuro. “I film d’autore realizzati con IA sono ancora pochi, ma magari lo farò in futuro”.
Tuttavia, una novità è già stata introdotta nel regolamento della Mostra: sono ammessi film che fanno uso limitato dell’intelligenza artificiale. Una scelta non scontata, considerando che molti festival internazionali rifiutano opere che impiegano queste tecnologie.
“Credo che sia un errore clamoroso — ha dichiarato — come se vent’anni fa avessimo detto che non accettiamo film fatti con effetti speciali”.
L’IA nel cinema: paura o opportunità?
Barbera invita a non demonizzare lo strumento: “L’IA è uno strumento e dipende da come viene usato. Chiudere la porta è un gesto sbagliato, ottuso”.
Secondo il direttore artistico, l’intelligenza artificiale è già largamente impiegata nelle produzioni, soprattutto per sostituire o ottimizzare gli effetti speciali. Il vero nodo non è l’esistenza della tecnologia, ma il modo in cui viene integrata nei processi creativi e produttivi.
Il dibattito si inserisce in una lunga storia di innovazioni che hanno trasformato il cinema: dal passaggio dal muto al sonoro negli anni Venti, all’introduzione del colore, fino alla CGI. Ogni rivoluzione tecnica ha inizialmente suscitato diffidenza, per poi ridefinire linguaggi e modelli produttivi.
Le tensioni nel settore: dagli scioperi alle nuove regole
Il tema non riguarda solo l’estetica cinematografica, ma anche le condizioni di lavoro. Nel 2023 gli scioperi promossi da SAG-AFTRA e dalla Writers Guild of America hanno posto al centro la necessità di regolamentare l’uso delle tecnologie digitali nella riproduzione dell’immagine degli attori e nei processi di scrittura.
Anche i grandi registi si dividono sul tema:
- Christopher Nolan ha più volte difeso l’esperienza cinematografica tradizionale;
- James Cameron ha invece evidenziato le potenzialità degli strumenti digitali nei processi produttivi.
Secondo gli analisti, l’intelligenza artificiale potrebbe incidere significativamente su costi, tempi e organizzazione dell’industria audiovisiva, imponendo nuove strategie e nuovi equilibri.
Festival e futuro: la sfida dell’innovazione
Per Barbera, il compito di un grande festival è chiaro: “Un festival deve sempre rimodulare la sua capacità di intervenire a livello di selezione e proposta sulle novità con cui dobbiamo fare i conti”.
La Mostra di Venezia si trova così davanti a una possibile svolta storica: non una chiusura verso l’innovazione, ma un’apertura vigilata, pronta a valutare se e quando l’intelligenza artificiale meriterà una sezione dedicata.
Il dibattito resta aperto. Ma una cosa è certa: il cinema continua a trasformarsi, e i festival sono chiamati a scegliere se inseguire il cambiamento o guidarlo.