È morto a 95 anni Robert Duvall, icona del cinema americano e interprete tra i più autorevoli della sua generazione. L’attore si è spento serenamente nella sua casa di Middleburg, in Virginia. A darne notizia è stata la moglie Luciana Pedraza, con un messaggio commosso: “Per il mondo era un attore premio Oscar, un regista, un narratore. Per me era semplicemente tutto”.

Il premio Oscar e le nomination

Nel corso della sua lunghissima carriera, Duvall ha vinto il premio Oscar come miglior attore protagonista nel 1983 per Tender Mercies – Un tenero ringraziamento, interpretazione intensa e misurata che resta tra le più amate della sua filmografia.

Ha ricevuto complessivamente sei candidature agli Academy Awards: come miglior attore protagonista per Il grande Santini e L’apostolo; come miglior attore non protagonista per Il Padrino, Apocalypse Now, A Civil Action e The Judge.

Nel corso della carriera ha conquistato anche quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award e un Bafta.

Da Il Padrino ad Apocalypse Now: i ruoli immortali

Per milioni di spettatori resterà per sempre Tom Hagen ne Il Padrino, diretto da Francis Ford Coppola, ruolo che lo consacrò a livello internazionale.

Ancora più iconica la sua interpretazione del colonnello Kilgore in Apocalypse Now, figura rimasta nell’immaginario collettivo per la celebre battuta sull’odore del napalm al mattino. Un personaggio complesso, ambiguo, potente, che confermò la sua capacità di dare profondità anche ai ruoli più controversi.

Una carriera lunga oltre sessant’anni

Nato il 5 gennaio 1931 a San Diego, Robert Selden Duvall crebbe in una famiglia legata alla tradizione militare. Dopo il servizio durante la guerra di Corea, si trasferì a New York per studiare recitazione, avviando una brillante carriera teatrale prima di approdare al cinema.

Debuttò sul grande schermo nel 1962 con Il buio oltre la siepe. Negli anni successivi lavorò in film come MASH e consolidò il proprio talento attraversando generi diversi: dal dramma al western, dal thriller al cinema d’azione.

Negli anni Ottanta affiancò all’attività di attore quella di regista, firmando Angelo My Love e successivamente L’apostolo, dimostrando una sensibilità autoriale attenta alle storie intime e ai conflitti interiori.

L’ultimo saluto

Non è prevista alcuna cerimonia ufficiale. La famiglia ha invitato chi vorrà ricordarlo a farlo in modo semplice: guardando un bel film, raccontando una storia tra amici, celebrando la vita così come lui l’ha vissuta.

Con la sua scomparsa, Hollywood perde uno dei suoi volti più intensi e riconoscibili. Robert Duvall lascia un’eredità artistica straordinaria, fatta di personaggi memorabili e interpretazioni che hanno attraversato generazioni, consegnandolo definitivamente alla storia del cinema.